DerbyDerbyDerby Calcio Estero Arsenal, 20 anni dopo Parigi: dalla finale persa con il Barcellona al sogno Budapest
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Arsenal, 20 anni dopo Parigi: dalla finale persa con il Barcellona al sogno Budapest

Mattia Celio
Dopo 20 anni i Gunners si ritrovano ad un passo dal sogno Champions League. I tifosi sperano di non rivivere la grande delusione di Parigi

L'Arsenal ha di nuovo l'occasione di portare la Champions League all'Emirates Stadium. A 20 anni dalla dolorosa notte di Parigi, i Gunners sperano di vivere una notte completamente diversa e Mikel Arteta ha certo tutte le armi a disposizione per riuscirci. La sfida contro il PSG è ormai alle porte (sabato 30 maggio alle 18), un ultimo sforzo per mettere la ciliegina sulla torta ad una annata semplicemente straordinaria.

Arsenal, la delusione di Parigi: Campbell illude, Eto'o e Belletti firmano la rimonta

Era il 17 maggio del 2006 quando l'Arsenal giocò la sua prima finale di Champions League della sua storia. Al Parco dei Principi di Parigi, i Gunners si contesero la Coppa dalle grandi orecchie contro il Barcellona della coppia d'oro Ronaldinho-Eto'o. La partita si mette subito a favore dei catalani che dopo 18' sono in superiorità numerica per l'espulsione di Lehmann, che stende Samuel Eto'o al limite dell'area lanciato a rete.

Nonostante il momento favorevole ai blaugrana, sono i londinesi a trovare la rete del vantaggio grazie al difensore Sol Campbell, che sfrutta un cross da calcio piazzato di Thierry Henry. Nel secondo tempo un nubifragio si abbatte sulla capitale francese e la partita ne risente di spettacolarità. Il Barcellona attacca a testa bassa, ma i londinesi sono pericolosi in contropiede prima con Fredrik Ljungberg e poi con Henry, le cui conclusioni sono neutralizzate dall'estremo difensore Víctor Valdés.

Juliano Belletti realizza contro l'Arsenal la rete decisiva nella finale di Parigi del 2006. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Nel frattempo tra le file dei Blaugrana entra Henrik Larsson, che nel giro di cinque minuti serve l'assist del pari a Eto'o, che segna in fuorigioco non segnalato dall'arbitro, e in seguito quello del sorpasso (2-1) a Juliano Belletti. L'Arsenal accusa il colpo e non reagisce. Alla fine a trionfare è il Barcellona che, dopo la Liga, vince anche la Champions League. La seconda della sua storia.

Il sogno Budapest, ecco perché si può

Se l'Arsenal è arrivato in finale un motivo c'è. Non è proprio un caso che la squadra di Mikel Arteta sia arrivata a giocarsi la Champions League nonostante sul cammino ci siano state squadre sulla carta più forti. Il cammino dei Gunners fino a Budapest parla da solo: 11 successi e 3 pareggi. Ma questo dominio lo si è visto anche in Premier League, forse ad un certo punto i londinesi hanno patito un momento di black-out, ma poi hanno ritrovato quell'orgoglio che gli ha contraddistinti per tutta la stagione e alla fine è arrivata il tanto atteso trofeo dopo 22 anni.

Artefice di questo capolavoro è soprattutto Mikel Arteta. Arrivato nel 2019 all'Emirates Stadium, l'ex difensore ha portato alla squadra una forza di volontà che da anni non si vedeva. Nonostante all'inizio i risultati non siano arrivati la dirigenza ha creduto in lui (un fatto che in Italia deve fare riflettere) e alla fine il suo Arsenal è diventato una delle vere potenze della Premier League. Dopo tre secondi posti di fila, in questa annata i Gunners stavo ottenendo i risultati di anni di duro lavoro.

Ora manca quest'ultimo sforzo. Davanti a se non ci sarà certo un cliente qualunque. Quando si affronta il PSG, per di più Campione in carica, si deve andare oltre i propri limiti. Magari sulla carta la squadra di Luis Enrique è data per favorita ma questo certo non spaventa Arteta e squadra. Al contrario, perché è proprio in situazioni come questa che l'Arsenal dà il meglio di se. Mikel Arteta ha davvero tutto per dare all'Arsenal la sua notte da sogno tanto attesa.