DerbyDerbyDerby Calcio Estero Avellaneda-La Boca: due periferie portuali e due modi di costruire appartenenza

Avellaneda-La Boca: due periferie portuali e due modi di costruire appartenenza

Jennifer Saviotti
Da Avellaneda a La Boca, sulle due sponde del Riachuelo, Racing e Boca hanno trasformato il rapporto con il territorio in una parte essenziale della propria identità.

Il Riachuelo arriva al Río de la Plata dopo aver attraversato una parte della storia di Buenos Aires. Sulle sue rive sono passati mercanti e operai, sono arrivati emigranti, sono sorti depositi, cantieri e fabbriche. E, con loro, sono arrivati anche i campi da calcio.

Ad Avellaneda, a sud del fiume, il 25 marzo 1903 nasce il Racing Club. Due anni dopo, a La Boca, cinque giovani fondano il Boca Juniors. Sono pochi chilometri di distanza, ma due storie urbane già molto diverse: Avellaneda sta diventando una città industriale e operaia; La Boca è il quartiere del porto, degli immigrati e dei conventillos.

Oggi quei nomi sono inseparabili dalle loro squadre. Il Cilindro e la Bombonera, il bianco e l’azzurro del Racing e il blu e l’oro del Boca. Prima ancora di diventare calcio, però, sono stati luoghi.

Avellaneda, dove il Racing è cresciuto insieme alla città

Alla fine dell’Ottocento Avellaneda aveva già trovato nel Riachuelo una delle chiavi del proprio sviluppo. Il commercio e le attività portuali avevano attirato imprese e lavoratori; l’industrializzazione avrebbe fatto il resto.

Nel 1889 venne inaugurato il Mercado Central de Frutos, enorme centro commerciale destinato a diventare uno dei simboli dell’espansione economica della zona. Intorno si moltiplicarono fabbriche, officine, cantieri e attività legate al porto. La popolazione crebbe rapidamente, alimentata anche dall’immigrazione europea.

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Il Racing nacque dentro questa Avellaneda.

Il 25 marzo 1903 alcuni giovani appartenenti a Colorados Unidos del Sud e Football Club Barracas al Sud decisero di fondere le due società. Il nuovo club avrebbe mantenuto ad Avellaneda il proprio centro di gravità, fino a diventare una presenza inseparabile dalla città. La storia del Racing, però, comincia anche da qualcosa di molto meno solenne.

Nell’archivio storico del club è conservato un registro del 1° aprile 1903. Tra le prime annotazioni compare l’acquisto di una palla da parte della società: 8,50 pesos moneda nacional. Sono passati appena pochi giorni dalla fondazione e quei numeri raccontano già la dimensione concreta di una squadra che deve ancora costruire tutto.

Poi arriveranno i titoli, i grandi giocatori, il Cilindro e generazioni di tifosi. Ma quella pagina del registro rimane lì, con una spesa apparentemente banale: una palla comprata per cominciare a giocare.

Un tifoso del Racing sventola una bandiera della sua squadra in vista della semifinale di calcio di Coppa Libertadores tra l'Argentina Racing e il Flamengo brasiliano allo stadio Presidente Juan Domingo Peron - El Cilindro di Avellaneda, nella provincia di Buenos Aires, il 29 ottobre 2025. (Foto di Luis ROBAYO / AFP) (Foto di LUIS ROBAYO/AFP via Getty Images).

La Boca, il porto e una squadra nata tra gli immigrati

Sull’altra sponda del Riachuelo la storia prende una strada diversa. La Boca cresce attorno alla sua posizione sul fiume e alle attività portuali. Alla fine dell’Ottocento il quartiere diventa uno dei principali insediamenti della comunità italiana di Buenos Aires, con una presenza particolarmente forte di immigrati liguri e genovesi.

È una zona di lavoro e di passaggio, ma anche di comunità. Nei conventillos si incontrano famiglie arrivate dall’Europa; nelle associazioni, nelle attività commerciali e nelle strade si costruiscono legami destinati a durare.

Il Boca Juniors nasce esattamente dentro questo ambiente.

Il 3 aprile 1905 Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Sana e i fratelli Teodoro insieme a Juan Antonio Farenga fondano il club. La riunione, iniziata in un’abitazione, viene interrotta da alcune visite e prosegue su una panchina di Plaza Solís. È lì che prende forma anche il nome Boca Juniors.

Il legame con La Boca non rimane soltanto nel nome. Nel 1910 il club sta ancora cercando i colori destinati a identificarlo. Juan Bricchetto, lavoratore del porto, vede una nave svedese arrivare a La Boca e propone di adottare il giallo e il blu dell’imbarcazione. La prima versione prevede una banda gialla; la fascia orizzontale arriverà nel 1913. È la stessa storia ufficiale del Boca a conservare questo episodio.

E il 1910, per Boca e Racing, porta due episodi completamente diversi ma destinati entrambi a entrare nella memoria dei due club: mentre a La Boca prende forma l’identità cromatica del Boca, ad Avellaneda il Racing si prepara alla partita che può portarlo per la prima volta in Primera División.

I tifosi del Boca Juniors fanno il tifo per la loro squadra in vista della partita di calcio della fase a gironi della Copa Libertadores tra l'argentina Boca Juniors e il Cruzeiro del Brasile allo stadio La Bombonera di Buenos Aires il 19 maggio 2026. (Foto di MARCOS BRINDCCI / AFP via Getty Images).

Anche “xeneize”, il soprannome con cui vengono chiamati i tifosi del Boca, conserva quella memoria: la parola rimanda infatti alla comunità genovese che abitava il quartiere.

Due modi diversi di appartenere allo stesso calcio

Racing e Boca nascono dunque in territori che condividono una storia legata al Riachuelo, ma sviluppano due forme diverse di appartenenza, raccontando due identità nate sulle rive del Riachuelo, tra porto, industria, immigrazione e memoria. Cresce come città industriale. La Boca si forma attorno al porto e a una comunità immigrata particolarmente riconoscibile. In entrambi i casi, però, il calcio entra in un tessuto sociale già vivo.

È questo che rende interessante il loro rapporto con il quartiere.

Il Racing non prende semplicemente il nome da Avellaneda: cresce dentro la città e ne accompagna l’evoluzione. Il Boca, invece, porta La Boca direttamente nel proprio nome e conserva nel proprio immaginario le tracce del porto e dell’immigrazione che hanno segnato il quartiere.

La differenza si vede ancora oggi:La Bombonera si trova nel cuore della Boca. Il Racing ha la propria sede storica ad Avellaneda e il Cilindro continua a essere uno dei punti di riferimento della città. Ad Avellaneda, inoltre, c’è l’altra grande identità calcistica locale: quella dell’Independiente, con il suo stadio a poche centinaia di metri da quello del Racing.

Qui il calcio non è semplicemente qualcosa che accade dentro uno stadio. Fa parte del paesaggio.

Il primo incontro: quando due storie cominciano a incrociarsi

Il 6 dicembre 1908 Racing e Boca si affrontano per la prima volta ufficialmente, nella semifinale della Segunda División al campo del Gimnasia y Esgrima de Buenos Aires. Vince il Racing 1-0 e il gol porta già il nome di Pablo Frers.

Due anni dopo, quel nome torna nella partita più importante di quella prima fase della loro storia.

L’11 dicembre 1910 Racing e Boca si affrontano di nuovo a GEBA nella sfida decisiva della Segunda División. Il Boca passa in vantaggio su rigore con Julio Pastor, poi Frers pareggia al 44’ del primo tempo. Nella ripresa Alberto Ohaco firma il 2-1 che consegna al Racing la promozione in Primera División.

Il dettaglio di Frers è significativo: il suo gol non appartiene soltanto alla finale del 1910. Era stato lui a decidere anche il primo confronto ufficiale tra i due club nel 1908. La sfida comincia così ad avere già una piccola memoria interna, prima ancora di diventare una rivalità consolidata.

Quella finale racconta anche una fase precisa della loro crescita. Il Racing sta cercando il proprio posto nel calcio più importante del Paese; il Boca deve ancora arrivare alla massima categoria. Sono due club giovani, nati a pochi chilometri di distanza, con una storia locale già ben riconoscibile.

Da quel momento il confronto crescerà insieme a loro.

Avellaneda e La Boca dopo un secolo

Le città, intanto, hanno continuato a cambiare. L’industria che aveva trasformato Avellaneda ha attraversato profonde trasformazioni. Il sistema portuale si è modificato, così come il rapporto tra le attività produttive e il tessuto urbano.

La Boca ha conosciuto un’altra trasformazione. Al vecchio quartiere portuale si è aggiunta una dimensione culturale e turistica diventata famosa ben oltre Buenos Aires. Caminito, il museo di Quinquela Martín, i conventillos e la Bombonera hanno costruito nel tempo un’immagine del quartiere riconoscibile in tutto il mondo.

Ma basta avvicinarsi allo stadio perché la geografia torni a parlare di calcio: la Bombonera è ancora nel quartiere in cui il Boca è nato. Il club continua a legare la propria identità alla Boca e il suo stesso sito ufficiale presenta lo stadio come parte del “cuore” del quartiere.

Ad Avellaneda il legame è altrettanto concreto. La sede del Racing si trova ancora in Avenida Mitre e il club continua a identificarsi istituzionalmente con la città. Il territorio non è rimasto uguale a quello del 1903, ma il nome è rimasto sulle insegne, nei ricordi e nelle abitudini di chi quella maglia la vive.

Il quartiere che entra nel calcio

Forse l’appartenenza comincia proprio da qui: dal riconoscersi in un luogo prima ancora che in una squadra.

Per il Racing quel luogo è Avellaneda, con la sua storia industriale, le comunità migranti e quella città cresciuta intorno al Riachuelo. Per il Boca è La Boca, con il porto, gli italiani arrivati dall’altra parte dell’oceano, Plaza Solís e una maglia i cui colori, secondo la storia del club, nacquero guardando una nave svedese.

Sono storie molto diverse. Il calcio le ha trasformate in memoria collettiva.

A distanza di più di un secolo, il Riachuelo continua a scorrere tra quelle due realtà. Da una parte il Cilindro, dall’altra la Bombonera. Nel mezzo c’è un pezzo di Buenos Aires che ha cambiato faccia molte volte senza perdere del tutto il proprio accento.

Quando Racing e Boca si incontrano, non si affrontano soltanto due squadre. In campo arrivano anche le città che le hanno viste nascere: Avellaneda e La Boca, il lavoro industriale e il porto, le comunità migranti e le strade in cui quelle identità hanno iniziato a prendere forma.

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