I giocatori beninesi, onorati di prendere parte all'evento, sono rimasti sorpresi di non essersi potuti avvicinare a Messi per un ricordo
Benin, continuano le polemiche sull'Argentina: "Ci hanno trattato come se fossimo dei gangster"
A meno di una settimana dall’ultima partita di Lionel Messi con la nazionale argentina, al Monumental di Buenos Aires, la festa si porta dietro uno strascico di polemiche. Il vice allenatore del Benin, Tunde Adelakun, ha pubblicato un lungo post sul blog “The African Football Club” in cui lamenta la scarsa considerazione ricevuta dagli argentini. La nazionale africana era stata contattata all'ultimo per questa partita d’addio, un evento memorabile che per i beninesi lascia ancora un retrogusto amaro.
Benin, una trasferta complicata
Il primo problema è arrivato ben prima del fischio d’inizio. Il viaggio, organizzato in tutta fretta, è stato tutt’altro che rilassante. “Il viaggio... tredici lunghe ore da Parigi a Buenos Aires, per non parlare delle prime sei ore da Abidjan a Parigi e dello scalo. Un’intera giornata di viaggio, divisa in tre gruppi, per giocare questa partita”, ha ricordato Adelakun.Argentina v Benin - International Friendly
Argentina, il crollo di un mito
Sul campo invece, nessuna recriminazione. La partita “è stata monumentale sotto ogni aspetto”, ha sottolineato Adelakun, che ha parlato dell’orgoglio provato dall’intera squadra nel salutare l’otto volte vincitore del Pallone d’Oro. L’atmosfera è cambiata dopo il fischio finale. “Ciò che mi ha colpito è stato il rifiuto categorico e palese della squadra argentina di qualsiasi contatto con la mia dopo la partita. Le strette di mano a fine partita sono state frettolose e impersonali. Ogni tentativo dei nostri giocatori di avvicinarsi all’uomo che erano venuti a celebrare è stato accolto con grande ostilità dal personale di sicurezza presente. Era chiaro che non volevano trovarsi nello stesso posto della mia squadra. È stato piuttosto preoccupante”, ha lamentato.
I giocatori beninesi, onorati di prendere parte all'evento, sono rimasti sorpresi di non essersi potuti avvicinare a Messi per una foto o una maglia, come già riportato dallo stesso allenatore Gernot Rohr nei giorni scorsi.
Il pasillo de honor per Messi
Adelakun ha poi ricostruito due momenti simbolici del post gara. Il primo riguarda il pasillo de honor per Messi: “Quando hanno formato un passaggio d’onore per lui, qualcuno ha suggerito anchche la nostra squadra si schierasse e lo applaudisse al suo passaggio. La velocità con cui le guardie di sicurezza hanno disperso il piccolo gruppo di giocatori che si era formato è stata impressionante; sembrava che i miei ragazzi fossero dei gangster nel bel mezzo di una rivolta!”.
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