Caos Mondiali, l'Iran denuncia: "Biglietti bloccati ai nostri tifosi, è una mossa politica"
I Mondiali in America stanno per iniziare, mancano solo due giorni al fischio d'inizio, ma siamo ancora costretti ad assistere a gravi problemi che stanno colpendo direttamente la federazione iraniana e tutti i suoi sostenitori. La Federazione calcistica dell'Iran (FFIRI) ha infatti annunciato che la propria quota ufficiale di biglietti non esiste più a pochissimi giorni dal via del torneo. Questo dietrofront ha inevitabilmente rovinato i piani di moltissimi tifosi asiatici che avevano già organizzato i propri viaggi per supportare la Nazionale nelle tre sfide del Gruppo G, in programma il 15 giugno contro la Nuova Zelanda e il 21 giugno contro il Belgio (entrambe a Los Angeles), prima del match del 26 giugno contro l'Egitto a Seattle.
In una nota ufficiale, la FFIRI ha espresso una durissima condanna: "Privare i tifosi iraniani dell'accesso alla loro legittima e ufficiale quota di biglietti è un'azione contraria allo spirito che governa le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i Paesi partecipanti". Secondo la federazione, tale scenario "solleva seri dubbi sull'interferenza di considerazioni politiche e non sportive nell'organizzazione del più grande evento calcistico del mondo".
L'ombra della guerra, i visti Usa e il ritiro spostato
I primi grandi ostacoli di natura logistica e diplomatica hanno preso forma lo scorso febbraio, a causa dei problemi geopolitici tra i due stati. Dopo un estenuante braccio di ferro burocratico e politico tra le autorità americane e quelle iraniane, la selezione asiatica ha dovuto stravolgere i propri piani, decidendo di trasferire il proprio quartier generale mondiale dall'Arizona direttamente al Messico, proprio a causa delle fortissime incertezze riguardanti il rilascio dei visti statunitensi. Se da un lato tutti i calciatori convocati hanno infine ottenuto il via libera per l'accesso negli USA a soli dieci giorni dal debutto, la situazione resta critica sul fronte societario. A diversi membri chiave dello staff tecnico iraniano, infatti, l'ingresso negli Stati Uniti è stato categoricamente negato.
L'intervento della FIFA e l'incontro in Messico
Davanti a questa pesante situazione di stallo, l'Iran ha esortato formalmente la FIFA a intervenire con decisione per far rispettare i rigidi regolamenti di neutralità ed equità, evitando che le tensioni extra-calcistiche vadano a compromettere la regolarità del torneo. Il massimo organismo del calcio mondiale ha cercato di gettare acqua sul fuoco attraverso il proprio Segretario Generale, Mattias Grafström, il quale ha tenuto un colloquio chiarificatore con il presidente della FFIRI, Mehdi Taj, subito dopo lo sbarco della squadra nella base messicana. In una nota ufficiale diffusa per placare la crisi diplomatica a ridosso delle partite, Grafström ha rilasciato una dichiarazione distensiva sulle prossime mosse dell'ente: "Con la squadra che si trova ora in Messico, la FIFA continuerà il dialogo e la collaborazione con la FFIRI per garantire che l'esperienza del team e dell'intera delegazione sia positiva".© RIPRODUZIONE RISERVATA