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LE DICHIARAZIONI

Chelsea, Cole Palmer: “Non ho intenzione di andare via, rido quando leggo dello United”

Francesco Di Chio
Francesco Di Chio
Il numero 10 dei blues, che fuori dal campo è un ragazzo timido e riservato, ha parlato anche di che vuol dire essere un capitano "silenzioso".
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Intervistato dal The Guardian, Cole Palmer si è raccontato: i progetti che ha con il Chelsea, le difficoltà attuali del club e le sue speranze per il Mondiale con l'Inghilterra. Il numero 10 dei blues, che fuori dal campo è un ragazzo timido e riservato, ha parlato anche di che vuol dire essere un capitano "silenzioso".

Cole Palmer: il calciatore che parla coi piedi

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L'Ice Cold, il suo modo di festeggiare un gol, è diventata una delle esultanze più famose del mondo. Migliaia di bambini lo imitano in giro per il mondo, ma fuori dal campo Cole sembra un ragazzo normale, quasi timido. "Non parlo molto in generale, ma quando sono in campo ci provo. Mi sembra di avere due personalità diverse. Fuori dal campo sono tranquillo. Faccio fatica a parlare con persone nuove. Ma in campo sento che viene tutto in modo naturale".

Nonostante questo, sta assumendo un ruolo sempre più importante all'interno del club, tanto da arrivare a indossare la fascia da capitano. "Ci sono diversi tipi di capitani, ci sono quelli che urlano e incoraggiano e quelli che cercano di dare l’esempio". E, secondo Cole, a volte l'atteggiamento in campo può bastare anche senza bisogno di urlare ai compagni: "Da quando sono arrivato qui, con i gol e gli assist che ho fatto nei momenti importanti, posso provare a dare un esempio con il mio modo di giocare".

Le difficoltà del Chelsea

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La stagione del Chelsea non sta andando esattamente secondo le aspettative. Eliminati in Champions dal PSG, i blues si ritrovano al sesto posto in campionato. C'è stato anche un cambio in panchina, con Rosenior che ha sostituito Enzo Maresca. "È stata una stagione incostante per vari motivi, secondo me si tratta di inserire i giocatori giusti per aiutarci a crescere". Cole non sembra preoccupato, tanto meno per il futuro. Il numero 10 ha parlato con Reece James della situazione attuale: "Stiamo lavorando insieme, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Vogliamo vincere subito e credo che, se interveniamo bene in estate, possiamo competere per trofei importanti la prossima stagione".

Ci sono sempre più voci che lo vedono in direzione Manchester United, squadra della città che gli ha dato i natali. "Quando lo leggo mi viene da ridere. Manchester è casa mia, ma non mi manca. Forse mi mancherà se non ci vado per tre mesi, ma quando torno non è che ci sia qualcosa che mi manca davvero". E chiude l'argomento, dichiarando amore al Chelsea: "Non ho intenzione di lasciare il Chelsea. Abbiamo ancora molto per cui giocare".

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L'infortunio e il Mondiale

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Arrivato al Chelsea dal Manchester City, Cole Palmer è riuscito finalmente a consacrarsi. Oltre che coi blues, Palmer è diventato un uomo fondamentale anche per la nazionale inglese, tanto da arrivare anche a segnare un gol in finale degli europei (persa 2-1 contro la Spagna). Putroppo per l'inglese però, gli infortuni accorsi quest'anno mettono in dubbio la sua partecipazione al Mondiale americano. Parlando dell'infortunio al linguine: "Non era un infortunio con tempi chiari" ha raccontato Palmer, "non come uno stiramento. Non sapevo quanto sarei rimasto fuori. Ho giocato comunque, ma non ero al 100%".

La condizione fisica non è la migliore, ma difficilmente i Leoni faranno a meno del suo talento. Ma Cole ci tiene ad essere pronto al 100% per contribuire in maniera efficace alla spedizione oltre oceano: "Sto bene adesso. Devo solo trovare ritmo". E poi conclude: "Devo solo concentrarmi sulle ultime settimane, tornare me stesso e lavorare. Se gioco bene, posso andare al Mondiale".