Conte: "Kante al Chelsea, la dirigenza era piena di dubbi. Il presidente del Tottenham non aveva ambizione"
Antonio Conte ha ripercorso e raccontato la sua esperienza sulle panchine di Chelsea e Tottenham: due ambienti e due risultati ben diversi
In un'intervista a The Athletic, Antonio Conte è tornato a parlare della sua doppia esperienza in Premier League, rivelando alcuni retroscena legati agli anni trascorsi sulle panchine di Chelsea e Tottenham. Il tecnico ha ripercorso i successi in Blues e le profonde frustrazioni vissute alla guida degli Spurs.
Il trionfo al Chelsea e lo scetticismo su Kante
Ricordando la sua prima stagione al Chelsea, conclusa con la vittoria della Premier League, Conte ha sottolineato come la sua squadra non fosse minimamente considerata la favorita ai nastri di partenza. L'allenatore ha svelato un aneddoto particolare legato all'acquisto di N'Golo Kante, fondamentale per quel successo ma inizialmente visto con grande sospetto dalla dirigenza: "Abbiamo vinto da sfavoriti. Non avevamo fatto grandi acquisti, solo David Luiz, Marcos Alonso e Kante. Il club mi chiese 10 volte se ero sicuro su di lui. Non era il tipico giocatore da Chelsea: alto e bello. Anche io quando l'ho visto la prima volta ho avuto qualche dubbio sulla sua fisicità, ma ero convinto che fosse di alto livello".L'arrivo di Conte al Tottenham
La seconda parte dell'intervista si è concentrata sull'avventura al Tottenham, iniziata a stagione in corso e terminata con una separazione anticipata. Conte ha ricordato la rimonta in campionato e ha puntato il dito contro l'ambiente e la mentalità passiva che circondava il club, un fattore che non è mai riuscito a tollerare. L'allenatore ha riassunto così la sua esperienza e il rapporto con il presidente Levy: "Sono andato al Tottenham con l'ambizione di cambiare le cose. In parte anche perché c'era Paratici. Quando sono arrivato erano noni. Abbiamo finito quarti davanti all'Arsenal. Dopo una sconfitta scrissi al presidente Levy, lui mi rispose 'non preoccuparti, vinceremo la prossima'..."
La cosa che mi faceva diventare matto era sentire persone dire 'il Tottenham non vincerà mai niente'. Questo dovrebbe irritare tutti quelli legati al club. Sono stati presi in giro e lo sono anche adesso. L'Arsenal ha perso 3-0 col Brighton e la gente scherzava: 'si è trasformato nel Tottenham'. Questo è irritante".
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