Cruijff come un santo del Rinascimento: l’arte di Louis Accard incontra il calcio
Johan Cruijff rappresentato come un nobile italiano del Quattrocento, con la classica felpa della Nazionale olandese e un pallone d’oro a sostituire il sole. È questa una delle immagini più sorprendenti realizzate da Louis Accard, giovane pittore francese che ha scelto di mettere il calcio al centro della propria ricerca artistica, mescolandolo con la pittura religiosa della primo rinascimento. L’idea potrebbe sembrare un semplice gioco artistico esotico, ma dietro alle opere dell’artista c’è una riflessione precisa: il calcio, per il modo in cui riesce a creare miti, simboli e forme di devozione collettiva, possiede qualcosa di molto simile alla dimensione del sacro.
Louis Accard: Cruijff trasformato in un’icona del Quattrocento
Nel ritratto dedicato a Cruijff, Accard immagina la leggenda olandese come se fosse vissuta nell’Italia del XV secolo, con il volto del campione con una composizione che richiama direttamente i dipinti religiosi dell’epoca, mentre il pallone d'oro è stato messo nel posto del sole, allineato con gli occhi del campione. La scelta di Cruijff non è casuale: Accard lo considera infatti una delle grandi icone della storia del calcio, un giocatore celebrato non soltanto per ciò che ha vinto, ma soprattutto per il modo in cui ha cambiato il gioco e influenzato le generazioni di calciatori future. L'artista stesso l'ha spiegato a L'Equipe: "Il calcio crea grandi narrazioni eroiche da cui emergono icone laiche, figure che diventano sacre".
L’artista, tifoso dell’Olympique Lione fin da bambino, è cresciuto proprio nel punto d’incontro tra due mondi apparentemente lontani: gli stadi e i musei. Da una parte le partite, i colori delle squadre e i giocatori idolatrati dai tifosi, dall’altra la pittura e l’arte. La passione per questo particolare stile nasce anche e soprattutto da un'esperienza vissuta nella cattedrale di San Bavone, davanti al celebre Polittico di Gand di Hubert e Jan van Eyck. Ed è qui che è entrato in gioco il calcio.
Da questo avvenimento è nato il ritratto dedicato a Johan Cruijff, ma anche Freekick, un dipinto in cui tre uomini dai volti da martiri compongono una barriera durante un calcio di punizione. Un'opera nella quale l'artista ha cercato ancora una volta di fondere il linguaggio della pittura religiosa con quello del calcio: "Indossano maglie a scacchi, un motivo comune nella pittura religiosa del XIV secolo. Volevo qualcosa che si collocasse a metà strada tra la stilizzazione religiosa medievale e un'azione calcistica realistica".
I suoi studi l'avrebbero portato verso una carriera nella progettazione di videogiochi, nella produzione audiovisiva o nel mondo dell'animazione. Un percorso che, però, Accard ha deciso di abbandonare, scegliendo di dedicarsi completamente alla pittura.
Non voleva lavorare in "un settore privo di significato che mi avrebbe privato della vera prospettiva che volevo infondere nel mio lavoro", spiega l'artista, formatosi anche nel restauro di dipinti. Una scelta radicale, maturata nel 2023, quando l'artista ha deciso di seguire definitivamente la propria vocazione: "Così, nel 2023, mi sono detto che non avevo altra scelta se non quella di fare arte".
Secondo Accard, il pallone produce continuamente personaggi che assumono una dimensione quasi mitologica. I grandi campioni diventano eroi, gli stemmi vengono custoditi e celebrati dai tifosi, mentre gli stadi possono trasformarsi in luoghi capaci di generare vere e proprie esperienze collettive. Il pittore ha raccontato di essersi sentito consigliare di smettere di dipingere il calcio, perché secondo alcuni il pubblico dell'arte non sarebbe interessato a questo genere di soggetti, convinzione che l'artista rifiuta.
"Una sorta di introduzione alle arti visive. Ma, nel mio ambiente piuttosto operaio, l'arte contemporanea rimaneva una sorta di stranezza" ha dichiarato il giovane nel numero odierno del magazine de L'Equipe. Il calcio, secondo la sua visione, non dovrebbe essere considerato meno nobile soltanto perché appartiene alla cultura popolare. Al contrario, proprio la sua capacità di coinvolgere milioni di persone lo rende un soggetto interessante per l'arte contemporanea.
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