De la Fuente perde un tassello: Marcos Llorente si ritira dalla nazionale spagnola a soli 31 anni
È passato poco più di un mese dall'ultimo atto della competizione intercontinentale, eppure per qualcuno è cambiato il mondo. Rodri, pietra fondante della struttura di De la Fuente, è tornato in Spagna al Barcellona e Marc Cucurella lo sfiderà nel Clasico spagnolo, dopo aver lasciato il Chelsea. Ferran Torres ha lasciato la Catalogna per trasferirsi a Parigi, sotto la guida del suo mentore Luis Enrique. Infine, c'è chi ha deciso di fare una scelta ancora più radicale del cambiare club. Marcos Llorente ha giocato poco durante il Mondiale, complice una grande forma fisica e tattica di Pedro Porro, tassello fondamentale per combinare in fascia con Lamine Yamal e sfruttare gli spazi aperti da Oyarzabal (vedasi il 2-0 contro la Francia). Il terzino dell'Atletico Madrid ha giocato contro Capo Verde, Uruguay (mettendo a segno l'assist per il gol di Alex Baena) e infine è subentrato contro la Francia in semifinale.
Marcos Llorente saluta le Furie Rosse
Marcos Llorente ha avuto mille vite calcistiche. Il calciatore spagnolo, noto ormai per le sue stravaganze antiscientifiche e nutrite da svariate teorie del complotto, è uno dei migliori giocatori polivalenti dell'ambito europeo. In qualsiasi ruolo si decida di mettere Marcos Llorente, lui lo svolgerà al massimo senza problemi. Centrocampista incontrista, box to box, trequartista, seconda punta, ala, esterno di fascia e infine terzino destro. Un'intera carriera giocata a Madrid fra Real, Alavaes e Atletico Madrid, con cui gioca da ormai 8 stagioni. Nel 20-21 è stato uno dei grandi protagonisti della Liga conquistata dai Colchoneros grazie alle sue 12 reti in campionato.
La lettera di addio
Queste le parole scelte dall'iridato mondiale per spiegare i motivi del suo addio: "Dopo averci riflettuto a lungo, ho deciso di concludere il mio percorso con la Nazionale. Sono consapevole di essere ancora giovane e che, forse, continuando a giocare bene, avrei potuto avere ancora davanti a me degli anni con questa maglia. So che molti di voi non capiranno questa scelta e, onestamente, guardandola dall'esterno, probabilmente non l'avrei capita nemmeno io. Ma è una decisione personale, maturata dopo una profonda riflessione e, soprattutto, che nasce dal cuore. A prescindere dalla partecipazione o meno ai Mondiali, o dal fatto di aver vinto o perso, avevo già preso la mia decisione.Non posso che essere infinitamente grato a tutte le persone che ho incontrato in questi anni: persone che hanno permesso a me e alla mia famiglia di vivere momenti unici e indimenticabili. Custodirò gelosamente tutto ciò che ho vissuto, ma in particolare questi ultimi 52 giorni. Ricorderò un gruppo meraviglioso che ha lottato fino alla fine per portare la Spagna in vetta. Ed è esattamente quello che hanno fatto. È stato un onore rappresentare il mio Paese ed essere parte di questa storia. Grazie di tutto. Un grande augurio a tutti voi".
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