DFB, il presidente Neuendorf contro l'antisemitismo: "La situazione attuale è preoccupante"
Bernd Neuendorf, presidente del Deutscher Fussball-Bund, ha incontrato a Monaco di Baviera Charlotte Knobloch, presidente della Comunità ebraica dell'Alta Baviera e sopravvissuta all'Olocausto. Un confronto dedicato alla situazione delle persone ebree in Germania e al ruolo che il mondo del calcio può avere nella lotta contro discriminazione e odio.
L'incontro si è tenuto il giorno dopo la sfida di Nations League tra Germania e Serbia, disputata proprio a Monaco, alla quale la Knobloch aveva assistito su invito dello stesso presidente della federazione calcistica tedesca. I due condividono inoltre l'esperienza nella giuria del Julius Hirsch Preis, riconoscimento istituito dal DFB per premiare società, tifoserie e iniziative impegnate nella difesa della diversita, della tolleranza e della dignità umana e nella lotta contro antisemitismo, razzismo e discriminazione.
Neuendorf: "La lotta contro l'antisemitismo riguarda tutti noi"
Come riportato dal BILD, al termine dell'incontro, Neuendorf ha espresso preoccupazione per la situazione vissuta dalle persone ebree in Germania, sottolineando come episodi di antisemitismo, minacce e aggressioni siano presenti nella quotidianità, negli spazi pubblici e soprattutto sui social media.
Il messaggio di Neuendorf riguarda in particolare stadi e campi di calcio, dove secondo il presidente della federazione tedesca non deve esserci spazio per forme di odio antisemita o per atteggiamenti discriminatori: "La lotta contro l’antisemitismo non è responsabilità esclusiva di politici, autorità e magistratura, riguarda tutti noi. Il calcio raggiunge milioni di persone, e questo comporta ad avere delle responsabilità. Non ci può essere spazio per discorsi d’odio antisemiti e misantropia sui nostri campi e nei nostri stadi, nei nostri club e nelle nostre associazioni. Dobbiamo intervenire quando vengono superati i limiti e, al tempo stesso, contrastare i pregiudizi e l’odio attraverso l’educazione, l’incontro e la memoria".
Anche la Knobloch ha voluto dire la sua: "L’antisemitismo è un problema anche negli stadi: ‘ebreo’ è un insulto e giocatori insieme alle squadre ebraiche vengono emarginati. La DFB combatte questo fenomeno, ad esempio con il Premio Julius Hirsch. Io stessa ho fatto parte della giuria per molti anni e so quanti fantastici progetti contro l’odio vengono organizzati dalle società e dai fan club. Queste persone sono la spina dorsale della nostra democrazia. Ed è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi più che mai".
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