Clamoroso in Eredivisie: 133 partite potrebbero essere rigiocate per un cavillo burocratico
Quella che succedendo, o che potrebbe succedere, in Eredivisie ha davvero dell'incredibile. Almeno 133 partite della massima serie olandese potrebbero essere rigiocate. Il motivo non è legato a combine o questioni legali ma a motivi legislativi riguardo a diversi giocatori in possesso della doppia cittadinanza. Ecco la situazione.
Eredivisie, la paura attanaglia il campionato olandese: 133 partite potrebbero essere rigiocate
A causa di una questione legislativa riguardante i giocatori con doppia cittadinanza in alcuni club, l'Eredivisie potrebbe essere completamente stravolta. Addirittura si dovrebbero rigiocare 133 partite e, di conseguenza, il campionato olandese potrebbe non giungere a conclusione. Questa vicenda è iniziata con un podcast e potrebbe scatenare una crisi senza precedenti in Olanda. Precisamente, dal podcast De Derde Helft molto popolare nel paese, tanto da essere ascoltato persino da alcuni giocatori e allenatori.
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Dean James è nato in Olanda ma ha scelto di giocare per la nazionale indonesiana nel marzo 2025. Nell'Eredivisie, diversi giocatori nati nei Paesi Bassi militano anche in altre nazionali, come quelle del Suriname, di Curaçao o dell'Indonesia, ex colonie olandesi o paesi con un numero significativo di emigrati nei "paese dei tulipani". Il problema? "Se un giocatore rinuncia alla cittadinanza olandese, entra di fatto in una giurisdizione diversa - ha dichiarato a ESPN Marjan Olfers, professore di diritto sportivo - In pratica, diventa straniero. E quindi, deve avere un permesso per poter esercitare la sua professione qui".
Da questo fattore ne è derivato il problema che ben 25 giocatori non possedevano i permessi di lavoro necessari per giocare con le rispettive squadre. Tra questi anche Dean James, che quindi non ha potuto giocare nella partita cruciale contro il NAC Breda, soprattutto perché l'Indonesia non riconosce la doppia cittadinanza.
I giocatori al momento "in congedo"
In Olanda, secondo la legge, un giocatore deve soddisfare determinati criteri per ottenere l'ambito permesso di lavoro, il più comune dei quali è uno stipendio annuo di almeno 608.000 euro per chi ha più di 21 anni. Diversi giocatori non sono riusciti a soddisfare questo requisito. Di conseguenza, quattro giorni dopo il podcast, il NAC Breda, avendo ricevuto conferma di questo problema legale, ha presentato ricorso alla KNVB, la Federazione calcistica olandese. Poi respinto.Mentre Ajax, PSV e Feyenoord, i tre colossi olandesi, sono esperti in materia legale, non è necessariamente così per le squadre delle serie inferiori. Alcuni club, allenatori e giocatori non erano a conoscenza di questo aspetto normativo, nonostante l'argomento fosse già stato trattato in un articolo pubblicato da Voetbal International il 20 marzo 2025.
Vista la situazione, i club hanno messo in congedo diversi giocatori coinvolti in questa situazione: "“Molti altri club hanno sollevato obiezioni e, se il giudice si pronuncerà a favore del NAC, potrebbe scoppiare il caos. Anche loro intenterebbero cause e procedimenti legali - ha dichiarato a ESPN Marianne van Leeuwen, direttrice del calcio professionistico presso la KNVB - A quel punto, il campionato potrebbe non essere portato a termine”.
Durante l'udienza, l'avvocato della Federazione, Michiel van Dijk, ha specificato che 133 partite dell'Eredivisie sarebbero interessate da queste controversie. Il giudice emetterà il suo verdetto lunedì. E se si pronuncerà a favore del NAC Breda, la decisione avrà un forte impatto sul campionato olandese.
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