Espanyol-Real Madrid: nel ricordo del "Tamudazo", Mourinho ricomincia da Barcellona
La Liga si prepara a riaccogliere Josè Mourinho. L'allenatore portoghese farà il suo (secondo) esordio sulla panchina del Real Madrid a casa dell'Espanyol. Proprio l'Espanyol nella stagione 2006/07 si rivelò decisivo nella vittoria della Liga del Real Madrid fermando il Barcellona in una partita passata alla storia come "El Tamudazo".
Il ritorno di Josè
Il mago di Setubal è tornato a Madrid. Dopo anni in giro per l'Europa - Manchester United, Roma e Benfica tra le altre - il tecnico portoghese ha ricevuto la seconda chiamata di Florentino Perez. Il presidente dei blancos ha visto in Mourinho l'uomo giusto per riportare il Real Madrid in testa al calcio spagnolo ed europeo, dopo la fallimentare scorsa stagione. Messi da parte l'esperimento Xabi Alonso e il traghettatore Arbeloa, Perez ha deciso di andare sull'usato sicuro.
Per aiutare Mourinho a raggiungere gli obiettivi, la società ha messo a disposizione del tecnico una rosa di assoluto livello. Il Real Madrid infatti si è decisamente rinforzato, mettendo dentro gente del calibro di Diomande, Bernardo Silva, Konaté, Dumfries e Cucurella. E l'ex allenatore dell'Inter adesso ha l'arduo compito di tenere insieme uno spogliatoio di assoluto livello, che notoriamente non è mai stato semplice da gestire.
Espanyol-Real Madrid, nel segno del Tamudazo
È Il 9 Giugno 2007, e Real Madrid e Barcellona si giocano la Liga punto a punto. I catalani giocano di fronte al proprio pubblico contro i concittadini dell'Espanyol appunto, mentre il Real Madrid fa visita a Saragozza. È la penultima giornata, e la classifica dice Real 72, Barcellona 72, con i blancos in vantaggio per gli scontri diretti. Ovviamente le due partite si giocano in contemporanea, con il Sevilla, terzo con 70 punti, a fare da spettatore.
Le due gare iniziano male per entrambe le favorite. Quasi in contemporanea infatti Milito porta in vantaggio il Saragozza e Tamudo l'Espanyol. Il Barcellona reagisce, e grazie a Lionel Messi, all'epoca nemmeno 20enne, prima pareggia - con un gol di mano alla "mano de Dios" incredibilmente convalidato - e poi, al 57esimo, trova il vantaggio. A Saragozza invece Diego Milito, sempre lui, riporta in vantaggio la sua squadra dopo che Ruud Van Nistelrooy aveva trovato la momentanea parità.
Il tempo scorre ed all'88esimo la classifica dice Barcellona 75, Real 72. Ma i catalani non avevano fatto i conti col destino. E il destino, quel giorno, aveva due nomi. Il primo è quello di Ruud Van Nistelrooy, che decide di rispondere a Diego Milito riportando il Real Madrid in parità. Il secondo è quello di Raul Tamudo. Quasi in contemporanea rispetto al gol dell'olandese, a Barcellona una palla in profondità arriva sui piedi di Raul Tamudo. Tamudo aspetta, Victor Valdes fa due passi in avanti, e l'attaccante dell'Espanyol infila un diagonale precisissimo sul secondo palo.
A Saragozza i blancos esplodono, la parte biancoazzurra di Barcellona fa festa. Due minuti prima i blaugrana erano certi di avere il titolo in tasca mentre ora, per mano dell'attaccante rivale, c'è da sperare di nuovo in un passo falso del Real Madrid all'ultima giornata. Il passo falso non ci sarà, e il 3-1 del Real Madrid sul Maiorca renderà inutile il 5-1 rifilato dal Barca al Gimnastic. Quella partita resterà nella storia come "El Tamudazo", portando di diritto Raul Tamudo nell'olimpo dei calciatori dell'Espanyol, ovviamente, ma anche nei cuori dei tifosi del Real Madrid.
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