Francia, Nasri fermato dalla polizia: indagato per riciclaggio e importazione di stupefacenti
L'ex centrocampista dell'Arsenal, del Marsiglia e della nazionale francese Samir Nasri è finito al centro di una complessa indagine della magistratura parigini. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Le Parisien, l'ex atleta ha trascorso circa dieci ore in stato di custodia cautelare. Il fermo e il successivo interrogatorio si sono svolti a Parigi, presso gli uffici della Brigata Investigativa e di Ricerca Finanziaria (BRIF) della polizia giudiziaria.
I motivi del fermo di Nasri
L'inchiesta all'interno della quale è stato sentito Nasri è estremamente delicata e riguarda i reati di importazione di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere e riciclaggio di capitali derivanti dal traffico di droga svolto da un'organizzazione criminale. Al centro del fascicolo ci sono due figure chiave: Karim Berrebouh, un noto narcotrafficante originario di Marsiglia che si trova in stato di detenzione carceraria già dal 2021, e Olivier Sabbah, descritto dagli investigatori come uno dei principali pilastri della rete incaricata di ripulire i proventi illeciti delle attività criminali di Berrebouh.Riciclaggio e i legami con una discoteca
Il coinvolgimento di Samir Nasri si focalizzerebbe sul filone relativo al riciclaggio organizzato di denaro. Gli inquirenti ritengono che le attività illecite tocchino il passato dell'ex giocatore come gestore di un locale notturno. Nasri è stato alla guida dell'“XS”, una nota discoteca situata a Ivry-sur-Seine, un'attività della quale era diventato azionista a partire dal 2016 circa.A fine giugno, l'ex calciatore aveva già subito un primo periodo di custodia cautelare nella città di Marsiglia. La custodia era stata revocata la sera stessa, senza che venisse avviata nessuna azione legale nei suoi confronti. Nonostante il rilascio, la sua posizione resta al vaglio e Nasri rischia comunque di ricevere una convocazione formale per un eventuale rinvio a giudizio.
Tradito dalle consegne di cibo a domicilio
A complicare la situazione dell'ex centrocampista si aggiungono anche sospetti di natura finanziaria, oltre a quelli legati al narcotraffico. Nasri risulta ufficialmente come residente fiscale a Dubai, località nota per avere una tassazione sui redditi praticamente inesistente. Tuttavia, le autorità fiscali francesi sospettano fortemente che l'uomo risieda in realtà anche a Parigi, mantenendo nel Paese il proprio reale centro di interessi.
A svelare i dettagli di questa seconda indagine è stata un'inchiesta giornalistica di Les Échos, pubblicata nel mese di aprile. Secondo quanto emerso dagli accertamenti del fisco, a "tradire" la presunta fittizia residenza all'estero dell'ex opinionista di Canal+ sarebbero state le sue abitudini quotidiane: gli ispettori hanno infatti tracciato oltre 200 ordini di pasti a domicilio eseguiti e recapitati sul territorio francese tramite l'applicazione Deliveroo.
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