Götze rivive il gol che ha deciso il Mondiale 2014: “Quel momento ha cambiato la mia vita”
A poche ore dal fischio d'inizio della finale del Mondiale tra Argentina e Spagna, uno dei protagonisti più iconici della storia recente della competizione è tornato a parlare della notte più importante della sua vita. Mario Götze, autore del gol che regalò alla Germania il quarto titolo mondiale nel 2014 proprio contro l’Argentina di Leo Messi, ha ripercorso quella rete e le emozioni vissute in Brasile e quello che è arrivato dopo quella splendida rete in un'intervista.
L'ex talento del calcio tedesco ha ricordato la finale di Rio de Janeiro, quando a soli 22 anni entrò dalla panchina nei minuti finali dei tempi regolamentari e riuscì a decidere la partita a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari con una conclusione al volo che è entrata nella storia del calcio.
Le parole di Mario Götze
Götze ha spiegato a The Athletic come quella rete abbia avuto un impatto enorme sulla sua carriera e sulla sua vita personale. Un momento irripetibile che lo ha trasformato in un simbolo della nazionale tedesca, ma che ha portato anche una grande attenzione mediatica nei suoi confronti. Dopo il trionfo mondiale, infatti, il centrocampista ha vissuto anni difficili tra aspettative elevate e problemi fisici.
Inizia parlando proprio del gol segnato in finale contro l'Argentina: "Quel gol ha cambiato tutto, ma guardando indietro non è stato così semplice. Ero il più giovane, sono finito in panchina dopo le prime partite e ho vissuto un’esperienza diversa: se vinci la finale resti campione del mondo, ma il percorso all'interno del torneo è stato completamente differente".
Successivamente ha parlato di quando, dopo il Mondiale in Brasile, è stato vicinissimo alla Juventus: "Forse tornare al Borussia Dortmund non è stata la scelta migliore. Avevo altre opzioni in Italia, stavo parlando con la Juventus, e anche due club in Spagna. Purtroppo, però, le squadre italiane e inglesi che mi cercavano in quel momento non giocavano la Champions League, e quella era la mia priorità".
Ha poi elogiato Lionel Messi e parlato di quando, dopo la finale del 2014, gli ha chiesto una foto: "Messi è unico nel suo genere, è quasi impossibile spiegare come riesca a performare ancora oggi a questo livello. È stato il mio idolo, gli ho chiesto una foto dopo la finale e penso che per lui andasse bene: è l'unica persona che può permettersi di gestire la partita camminando, facendosi trovare pronto nel momento decisivo".
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