DerbyDerbyDerby Calcio Estero Guerra Russia-Ucraina: l'ex compagno di Nazionale di Shevchenko è stato ucciso nel Donetsk

Guerra Russia-Ucraina: l'ex compagno di Nazionale di Shevchenko è stato ucciso nel Donetsk

Francesco Lovino
Probabile che il decesso sia avvenuto il 30 gennaio 2025, con il suo corpo rimasto disperso per mesi

La guerra tra Russia ed Ucraina continua a mietere vittime. Alle migliaia di civili di cui si ha già contezza si aggiunge la scomparsa di un ex calciatore ucraino che ha giocato a buoni livelli, arrivando a condividere lo spogliatoio con Andriy Shevchenko in nazionale. Dopo un test di rilevazione del DNA, comparato a quello della figlia, non si hanno più dubbi. Roman Maksymyuk è stato ucciso in guerra e la moglie ne ha dato notizia soltanto due giorni fa.

Tragedia in guerra: perde la vita l'ex internazionale ucraino Maksymyuk

Roman Maksymyuk sarebbe morto il 30 gennaio 2025, quasi nove mesi fa. Lo si dava disperso da quasi due anni, ma gli ultimi test hanno cancellato qualsiasi dubbio sull'identità del cadavere rinvenuto. L'ex calciatore è morto a 50 anni nel Donetsk. Il confronto tra il DNA della figlia Daria e quello della vittima ha purtroppo confermato quanto si temeva. Il giocatore ritiratosi nel dicembre 2011 s'era arruolato nell'autunno 2022, nelle vesti di artigliere nella 25esima Brigata aeromobile. Aveva esercitato la professione a Lutsk, Kharkiv e Pokrovsk.

GLASGOW, SCOZIA - 24 FEBBRAIO: Membri del pubblico si radunano in St Enoch Square per commemorare il quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina il 24 febbraio 2026 a Glasgow, Scozia. Dimostrazioni in solidarietà con l'Ucraina si svolgono in tutto il mondo, mentre l'Ucraina si prepara a segnare il triste traguardo di quattro anni di guerra, a seguito del lancio dell'invasione su larga scala della Russia il 24 febbraio 2022. (Foto di Jeff J Mitchell/Getty Images)

Era stato già onorato nel giugno 2025, quando ancora si considerava disperso, prima dell'amichevole dell'Ucraina contro il Canada. I giocatori entrarono in campo con la maglia indossata al Volyn Lutsk e il giubbotto militare. Nonostante avesse conseguito il patentino da allenatore, non era mai riuscito ad affermarsi in questa veste. Il nazionale ucraino, che ha vestito le maglie di Zenit San Pietroburgo, Dinamo Kiev e Dnipro è stato ufficialmente salutato dalla moglie solo due giorni fa, il 16 ottobre sui suoi profili social.

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Di seguito, il congedo sentito della donna della sua vita, Vera: "Il miracolo non è avvenuto… un anno di speranza, attesa, preghiere e fede… un anno durante il quale abbiamo vissuto tra cielo e terra, ci siamo aggrappati alla più piccola speranza e abbiamo creduto che Roman sarebbe tornato a casa. Grazie a tutti coloro che hanno pregato, sostenuto, aiutato nelle ricerche e non hanno lasciato spegnere la speranza. Grazie a ciascuno di voi per aver ricordato Roman insieme a noi. Vi chiedo di ricordare il mio Roman. Non era solo un disperso. Era un marito, un padre, un figlio, un amico. Una persona amata e attesa".

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