Identificato l'aggressore di Camavinga durante El Clasico: rischia una multa da 60.000 euro e un daspo
Il clima rovente attorno al Clasico, esasperato dai continui comunicati sul caso Negreira, dai botta e risposta a distanza e dai veleni arbitrali, si è tramutato in campo, ma non tra i giocatori, bensì sugli spalti. Infatti, in occasione del gol dell'1-2 firmato da Kylian Mbappé, a minuti dallo scadere, Eduardo Camavinga, autore dell'assist e della super giocata, è stato colpito dall'asta di una bandiera da un tifoso appartenente alla curva del Barcellona. Identificato e denunciato dalla polizia catalana, adesso rischia una multa fino a 60.000 euro e un daspo di due anni.
La ricostruzione
Il Clasico, giocatosi domenica sera al Camp Nou di Barcellona, ha visto il colpo grosso del Real Madrid in extremis grazie alla doppietta con un pizzico di fortuna di Mbappé. La gara, a differenza di quanto ci si potesse aspettare e in controtendenza dalla storia dei Clasicos, è stata corretta dall'inizio alla fine, almeno in campo.
Infatti, al momento del raddoppio del 10 dei Blancos, avvenuto sotto lo spicchio della tifoseria più calda Blaugrana, l'asta di una bandiera ha colpito, fortunatamente senza conseguenze gravi, Eduardo Camavinga, andato a festeggiare con i compagni dopo un'azione degna di nota, conclusa con l'assist vincente.
Identificato il colpevole
Nel frangente, oltre all'oggetto contundente che poteva recare del male a Camavinga, in campo sono piovuti bicchieri e altro materiale all'indirizzo dei giocatori del Real Madrid. Quest'oggi, dopo giorni di ricerche, i Mossos d'Esquadra, ossia la polizia autonoma della catalogna, hanno identificato e denunciato il tifoso. La multa, in base alla legge sullo sport, varia da grave, dai 3.000 ai 60.000 euro, a molto grave, dai 60.000 ai 650.000. Dal momento che non si è registrato alcun ferito, tutto lascerebbe pensare che il soggetto verrà punito con una sanzione grave. Inoltre, c'è una seria possibilità che venga allontanato dal Camp Nou per un periodo che va dai sei mesi ai due anni. Una sorta di daspo con scadenza.© RIPRODUZIONE RISERVATA