"Il miglior club francese è l'OM": Adidas snobba il PSG (e Nike)
Quando intorno al Vélodrome l'aria si fa pesante e le buone notizie scarseggiano, ci pensa la storia a bussare alla porta per restituire un po' di entusiasmo. L'annuncio ha fatto parecchio rumore in tutta la Francia: a partire dalla stagione 2028-2029, la partnership tra Olympique Marsiglia e Adidas tornerà a essere realtà. Addio a Puma e porte aperte al marchio delle tre strisce, con un accordo da capogiro stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro a stagione. Praticamente il doppio di quanto incassato finora.
Non si tratta di una semplice firma su un contratto commerciale. Tra Marsiglia e il colosso tedesco c'è un legame viscerale che affonda le radici negli anni d'oro di Bernard Tapie, un'epoca che i tifosi più nostalgici ricordano ancora con la pelle d'oca. Vedere di nuovo quel logo del trifoglio sulla maglia azzurra e bianca significa riallacciare i fili con un passato glorioso, dimostrando che la forza d'attrazione dell'OM non ha mai smesso di brillare, neanche nei momenti più bui.
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Olympique Marsiglia e Adidas: la forza del popolo e il peso della storia
A spiegare i motivi di questa scelta ci ha pensato Cyril Astier, che in passato ha guidato proprio il marketing dell'OM per conto di Adidas. Il suo ragionamento è semplice e va dritto al punto. "Per un marchio, è fondamentale avere il club più forte del paese. Oggi, in Francia, è il PSG (Nike), perché è forte sul campo. Ma per un produttore di abbigliamento sportivo, ciò che conta è anche il merchandising, il fatturato che può generare, la storia che può raccontare, tutta la comunicazione... E per questo, non c'è club migliore dell'OM. In Francia, se non hai il PSG o l'OM, è difficile sopravvivere." E chiosa "Avevano bisogno di un top club francese, e oggi il top club francese è l'Olympique Marsiglia".© RIPRODUZIONE RISERVATA