Il presidente Milei difende l'Argentina: "Le critiche? Ci invidiano!"
Le polemiche che hanno accompagnato l'Argentina durante il Mondiale sono approdate direttamente ai vertici della politica. Con una serie di messaggi pubblicati sui social, il presidente Javier Milei ha difeso il suo Paese e la nazionale, rilanciando una narrazione che ha alimentato il dibattito dentro e fuori i confini argentini.
Milei sulle critiche: "Ci invidiano, siamo bravi in quasi tutto"
Il presidente argentino Javier Milei è intervenuto pubblicamente nel dibattito internazionale nato attorno alla nazionale albiceleste durante il Mondiale. Attraverso diverse pubblicazioni sul proprio profilo Instagram, il Capo dello Stato ha sostenuto che le critiche rivolte all'Argentina siano motivate dall'"invidia" nei confronti del Paese. Tra i messaggi condivisi compare la frase: "Hai dei nemici? Significa che almeno una volta nella vita hai difeso qualcosa. Noi difendiamo l'Argentina", citazione comunemente attribuita a Winston Churchill, sebbene la sua paternità sia contestata. In un altro post Milei ha scritto: "Il problema dell'Argentina è che siamo appariscenti, non passiamo inosservati, ci invidiano visto che siamo bravi quasi in tutto".Argentina Holds Mid-term Election Amid Economic Crisis
Nei giorni successivi ha rilanciato anche un immagine con la scritta: "Ora il mondo vedrà fin dove può arrivare un Paese pieno di argentini" e una grafica realizzata con l'intelligenza artificiale che lo ritrae con la maglia della nazionale e lo slogan "Viva la Argentina, carajo!", con l'ultima parola che, in argentino, è rappresentata come esclamazione scurrile.
La polemica sul Mondiale
L'intervento del presidente arriva mentre sui social si è diffusa una campagna critica nei confronti dell'Argentina, specialmente dopo quanto accaduto nel post-partita della finale del Mondiale contro la Spagna, quando sono scaturiti veri e propri scontri con protagonisti diversi giocatori dell'Albiceleste. Durante il torneo sono circolate inoltre accuse di presunti favoritismi arbitrali, contestazioni sul comportamento dei tifosi e, appunto, dei giocatori, perfino ad accuse di razzismo rivolte al Paese.© RIPRODUZIONE RISERVATA