Infantino, anche ex giocatori allargano la contestazione: "É necessario un cambio"
Le crepe nella gestione di Gianni Infantino diventano sempre più evidenti. Dopo le accuse delle federazioni e la crisi legata al progetto commerciale sui Mondiali, ora sono i giocatori e alcuni storici "FIFA Legends" a rompere il silenzio.
Il manifesto contro la leadership FIFA
Secondo i principali media internazionali, un gruppo di ex e attuali internazionali ha diffuso un documento comune che, pur senza citare direttamente Gianni Infantino, rappresenta una critica durissima alla sua gestione. Tra i nomi figurano leggende dello sport come Mikael Silvestre, Lucy Bronze, Emmanuel Petit, Bixente Lizarazu, Robert Pires, Didier Drogba, David James, Claudio Pizarro, Juan Sebastian Veron ed Emmanuel Adebayor: "Abbiamo visto il gioco che amiamo allontanarsi sempre di più dai valori fondamentali sotto l'attuale leadership della FIFA", si legge nel testo. Il passaggio più duro riguarda il processo decisionale: "Per troppo tempo abbiamo visto decisioni importanti presenze senza che i giocatori fossero consultati o considerati, e senza alcun riguardo per i tifosi", tuonano nel documento.Poi l'affondo: "Il potere ha offuscato la capacità dell'attuale leadership di distinguere tra i propri interessi e ciò che è meglio per il calcio", per poi concludere con la frase destinata a diventare lo slogan della protesta: "Quando è troppo è troppo".
I calciatori chiedono una trasformazione strutturale della governance, con "un ruolo reale e diretto per giocatori e tifosi" nelle decisioni che riguardano il futuro del calcio: "Per i tifosi, per i giocatori e per il bene del gioco del calcio, non resteremo più in silenzio", conclude il manifesto. La presa di posizione assume un peso particolare perchè alcuni dei protagonisti hanno collaborato negli anni con la stessa FIFA: Silvestre, per esempio, fa parte del 'Player's Voice Panel' dell'organizzazione ed è stato ambasciatore del programma 'FIFA Legends'.
La polemica sul progetto Mondiali ed una spaccatura che resta aperta
Alla base della contestazione c'è soprattutto il fallito FIFA Forward Enterprise, il piano che avrebbe aperto ad investitori privati una quota dei diritti commerciali delle principali competizioni FIFA, compresa la Coppa del Mondo. Il progetto era stato elaborato senza un adeguato coinvolgimento del Consiglio FIFA, delle federazioni, dei giocatori e di altri stakeholder, portando alle critiche e al conseguente ritiro del progetto. La controversia però si è tutt'altro che chiusa, con la UEFA che ha mantenuto la minaccia di boicottare le competizioni FIFA, sostenendo di aver preso fiducia in Gianni Infantino. Anche FIFPRO ha denunciato un "profondo abuso di potere di governance" e chiesto riforme sulla leadership.© RIPRODUZIONE RISERVATA