Il presidente FIFA Infantino invoca più investimenti per ridurre il divario tra le grandi potenze e il resto del calcio mondiale
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Il presidente della FIFA Gianni Infantino torna a parlare di uno dei temi più delicati per il futuro del calcio internazionale: il divario sempre più evidente tra le grandi potenze e il resto del mondo. Dopo un incontro nella Repubblica Dominicana con i rappresentanti della Caribbean Football Union, il numero uno del calcio mondiale ha sottolineato la necessità di creare condizioni più equilibrate attraverso nuovi investimenti e maggiori opportunità. La dichiarazione arriva in un momento particolarmente significativo per la FIFA, anche alla luce delle recenti discussioni sul progetto legato agli investitori privati e alla gestione commerciale dei Mondiali. Infantino, secondo quanto pubblicato da Marca, ha rivendicato la necessità di continuare a lavorare per una crescita più ampia del movimento. "Alcuni, purtroppo, non hanno bisogno né vogliono che gli altri crescano, ma dobbiamo ridurre questo divario tra i Paesi grandi, molto grandi, e tutti gli altri", ha dichiarato.
Infantino: "Dobbiamo trovare investimenti per tutti"
Il ragionamento di Infantino non mette però in discussione la crescita dei principali Paesi calcisticamente più forti. Al contrario, il presidente FIFA riconosce il valore del lavoro svolto dalle grandi realtà, sostenendo che la loro crescita debba proseguire, ma contemporaneamente ritiene necessario creare nuove possibilità per chi parte da una posizione più arretrata. "I grandi attori stanno facendo un ottimo lavoro e dovrebbero continuare a crescere", ha spiegato Infantino.
Il passaggio successivo è però quello sul quale il presidente vuole concentrare l'attenzione: "Dobbiamo trovare investimenti per tutti, fornendo opportunità e risorse al calcio mondiale". Una strategia che, secondo Infantino, rappresenta una delle direttrici sulle quali la FIFA ha lavorato negli ultimi anni. "Questo è ciò che abbiamo cercato di fare negli ultimi dieci anni, nelle ultime dieci settimane e che continueremo a fare negli anni a venire", ha aggiunto. L'obiettivo dichiarato è quindi quello di ampliare la possibilità di sviluppo del calcio anche in quelle aree del mondo che dispongono di meno risorse economiche, infrastrutture e strumenti per competere con le realtà più ricche.
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Il tema degli investitori privati resta sullo sfondo
Le parole del presidente FIFA arrivano inoltre dopo le polemiche legate al progetto che aveva previsto l'apertura a investitori privati di alcune attività commerciali legate alla Coppa del mondo. Infantino ha evitato di alimentare ulteriormente lo scontro, ma ha difeso la necessità di ascoltare le diverse posizioni emerse nelle ultime settimane. "È importante essere ascoltati, prestare attenzione e poter esprimere ciò che si prova", ha affermato, aggiungendo di essere "molto contento del supporto ricevuto" nei Caraibi. Proprio il sostegno ottenuto dalla Caribbean Football Union assume un peso particolare nel contesto delle tensioni che hanno accompagnato alcune iniziative della FIFA.La posizione di Infantino resta quindi legata a una visione globale del calcio, nella quale la distribuzione delle risorse e la possibilità di crescita dei diversi Paesi diventano elementi centrali. Ridurre il divario non significa fermare la crescita dei grandi, ma aumentare le opportunità per tutti gli altri: questa è la linea espressa dal presidente. Una sfida complessa, perché richiede investimenti, infrastrutture e programmi capaci di produrre risultati nel lungo periodo. Ma secondo Infantino è proprio su questo terreno che la FIFA dovrà continuare a lavorare nei prossimi anni.
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