Al-Hilal, non c'è pace per Simone Inzaghi: "Irreprensibile e sabotatore"
Se vince il merito non è tanto suo. Se perde viene praticamente fatto a pezzi. Tra Simone Inzaghi e l'Al-Hilal non è mai sbocciato l'amore. Eppure l'ex allenatore di Lazio e Inter può vantare statistiche di tutto rispetto da quando siede sulla panchina degli Squali: 49 successi, 14 pareggi e solo 3 sconfitte. Numeri che renderebbero un allenatore una sorta di beniamino della tifoseria ma con il piacentino l'effetto è stato del tutto opposto e la situazione si è aggravata a seguito del KO di ieri sera nella Champions League asiatica contro l'Al-Shalam, le cui scelte di formazione hanno mandato i tifosi su tutte le furie.
Simone Inzaghi-Al-Hilal, siamo ormai ai ferri corti: tifosi furiosi dopo il KO nella Champions League asiatica
La situazione tra Simone Inzaghi e la tifoseria dell'Al-Hilal sembra davvero essere arrivata ad un punto di non ritorno. Nella sfida di ieri sera contro l'Al-Shalam, il tecnico piacentino ha fatto un turnover molto spinto per via dei tanti impegni ravvicinati e della stanchezza dei titolari, arrivando a mettere in campo 8 giocatori non abitualmente in campo dal 1′. In panchina o neanche convocati i vari Bounou, Koulibaly, Watkins, Neves e Milinkovic-Savic. Risultato: sconfitta per 3-1 e tifosi su tutte le furie.Tra i tanti commenti offensivi rivolti contro l'ex Lazio e Inter, quello più duro è arrivato dal giornalista Abdullah Falatah, che ha fatto a pezzi Simone per l'approccio alla partita e le scelte di formazione, ritenendolo il responsabile unico della sconfitta: "Quello che ho visto con l'Al-Hilal mi fa dire che a volte puoi avere i soldi, ma poi arriva l'allenatore e rovina tutto". Un chiaro riferimento al lauto stipendio che il classe '76 percepisce: ben 25 milioni di euro all'anno.
Al termine della partita, la "risposta" di Inzaghi non si è fatta attendere: "Questa è la mia terza sconfitta da quando guido l'Al Hilal". Parole nelle quali è racchiuso tutto l'orgoglio di un allenatore che in Italia ha raggiunto traguardi importanti e che tutt'ora, nonostante la situazione poco piacevole, sta ottenendo nel calcio asiatico. Ma l'ex attaccante sa bene che quello è il destino per uno col suo curriculum e il suo ingaggio: essere affossato di critiche quando si perde e ritenere tutto normale quando si vince.
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