Jorge Mendes parla di Bernardo Silva: "Mi dicevano che non sarebbe diventato un top. Alla fine ho vinto io"
Chissà cosa sarebbe successo se Jorge Mendes avesse mollato la presa sul giovane Bernardo Silva. L'agente portoghese è da anni il re incontrastato del calciomercato internazionale. La sua Gestifute, società di procure calcistiche, ha un valore stimato attorno ai 400 milioni di euro e può contare sull'ingaggio di calciatori di livello mondiale. Dopo aver aperto una discoteca frequentata da giocatori, Jorge Mendes fonda questa società dopo aver gestito la trattativa per portare l'amico Nuno Espirito Santo dal Vitoria Guimaraes al Deportivo La Coruña.
Jorge Mendes non ha abbandonato Bernardo Silva
Bernardo Silva è stato uno dei giocatori più importanti e sottovalutati degli ultimi anni del calcio internazionale. Dopo aver svolto tutte le giovanili nel Benfica, il trequartista portoghese è andato nel ricco Monaco, che ha aiutato a vincere il titolo nel 2016-17 e a raggiungere un quarto e una semifinale di Champions. Dal 2017 passa al Manchester City di Pep Guardiola, di cui diventerà una colonna portante e capitano, vincendo 20 trofei col club (6 PL e 1 Champions League). Finito il ciclo del tecnico catalano, anche Bernardo Silva ha deciso di salutare, accasandosi a parametro zero al Real Madrid di José Mourinho.
Una trattativa gestita interamente da Jorge Mendes, che all'evento "Leading the game" del programma Executive MBA della Catolica Porto SBE e della Liga Portugal Business School, ha rivelato un retroscena particolare sul suo trequartista: "Tutti mi dicevano che Bernardo Silva non sarebbe mai diventato un giocatore forte. Al massimo poteva essere un calciatore da prima o seconda divisione portoghese, al livello del Paços Ferreira per esempio. Alla fine sono sensazioni soggettive, anche perché spesso i top club privilegiano i calciatori fisicamente pronti. Bernardo era un giocatore di possesso palla, perciò il City è stata la scelta giusta per lui, dove si è espresso al massimo".
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