José Carlos, dai cinque titoli al Porto alla vendita di ferro: la nuova vita dell'ex campione
Non tutti i calciatori sono destinati a continuare la propria vita all'interno del mondo del calcio dopo ritiro, e José Carlos ne è un esempio. 61 anni, tra il 1991 e il 1996 ha giocato per il Porto conquistando ben 5 Campionati portoghesi, 3 Supercoppe e 1 Coppa di Portogallo ma oggi la sua quotidianità è molto diversa da quella vissuta sui campi da calcio.
Tornato in Brasile dopo l'esperienza in Europa, vive a Rio de Janeiro e lavora nel settore del riciclaggio, occupandosi del taglio e della vendita di ferro e acciaio, e a raccontare questa trasformazione è stato lo stesso ex calciatore, intervistato dal quotidiano A Bola.
José Carlos, i successi con il Porto e i gol da difensore
Durante i 7 anni trascorsi al Porto, José Carlos ha contribuito a un ciclo ricco di successi, ma il suo rendimento non si limitava al lavoro difensivo: in 101 presenze con la maglia dei Dragoes ha infatti realizzato 25 gol, un bottino notevole per un giocatore del suo ruolo, che in quell'epoca calcistica, come spiegato anche da lui, non era un traguardo semplice per un difensore: "Ai vecchi tempi, noi difensori centrali salivamo nell'area avversaria quasi esclusivamente per i calci d'angolo".
Ha poi messo a confronto le due epoche: "Oggi, invece, ogni singolo schema viene provato e riprovato, e sui calci di punizione saltano tutti. Guardate l'Arsenal, che sui calci piazzati è diventato una vera e propria macchina da guerra, o persino il Porto. Ai miei tempi non dedicavamo così tanto tempo a questo aspetto. La modernizzazione del calcio ha portato grandi benefici, offrendo ai difensori molte più opportunità di andare a segno".
Alla domanda sul José Carlos di oggi: "So che c'è un ottimo difensore centrale, titolare fisso nella sua nazionale: Bednarek! Sta sfornando grandi prestazioni, sia con la maglia del Porto che con quella della Polonia. Mi piace davvero molto, trasmette l'aria di essere un vero leader in campo. Un altro giocatore che apprezzavo tantissimo è Otávio, che ho avuto persino l'occasione di incrociarlo quando giocava nelle giovanili del Flamengo. Aveva una personalità incredibile, amava caricarsi la squadra sulle spalle e giocava un ottimo calcio".
Infine, sulla sua nuova vita: "Sono originario di Goiás, ma vivo a Rio de Janeiro da quando sono tornato dal Portogallo. Lavoro nel settore del riciclaggio e del recupero di rottami metallici, un'attività completamente diversa dal calcio. In questo momento vi sto parlando mentre smantello vecchi treni abbandonati. Mi occupo del taglio e della vendita di ferro e acciaio. La vita va avanti".
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