La Cartuja 2022, il rigore di Miranda e una ferita ancora aperta a Valencia
Valencia-Betis non sarà mai una partita completamente normale per chi ricorda quanto accaduto nella primavera del 2022. Le due squadre si ritroveranno di fronte martedì 25 agosto alle 21:00, al Mestalla, per una nuova sfida di LaLiga, ma inevitabilmente il pensiero torna a quattro anni fa, quando Valencia e Betis si contesero un trofeo in una delle finali più drammatiche della storia recente della Copa del Rey.
Valencia-Betis, una sfida che riporta alla memoria una notte indimenticabile
Era il 23 aprile 2022 e lo scenario era quello dello stadio La Cartuja di Siviglia. Non una semplice finale, ma una partita destinata a entrare nella memoria dei tifosi. Il Betis cercava di tornare a vincere la Coppa del Re dopo 17 anni, mentre il Valencia inseguiva un trofeo che avrebbe potuto dare un significato completamente diverso alla propria stagione. Alla fine, a festeggiare furono gli andalusi. Ma per il Valencia quella notte rappresentò una delle sconfitte più dolorose degli ultimi anni.Una finale equilibrata fino all'ultimo respiro
La partita di La Cartuja fu combattuta ed equilibrata praticamente dall'inizio alla fine. Il Betis partì meglio e trovò il vantaggio all'11', quando Héctor Bellerín servì un cross perfetto per Borja Iglesias, autore del colpo di testa che fece esplodere il settore verdiblanco.Il Valencia, però, non si lasciò abbattere. Al 30' arrivò il pareggio firmato da Hugo Duro, bravo a superare Claudio Bravo con un pallonetto dopo essersi presentato davanti al portiere cileno. Da quel momento la finale rimase sospesa in un equilibrio quasi totale. Né i 90 minuti né i successivi 30 di supplementari riuscirono a spezzare l'1-1. Una partita che avrebbe potuto finire in entrambi i modi arrivò così al suo epilogo più crudele: i calci di rigore.
La lotteria dei rigori e l'errore di Musah
La sequenza dal dischetto sembrò inizialmente non voler regalare vantaggi a nessuno. Carlos Soler, William José, Racic, Joaquín, Guedes, Guardado e Tello trasformarono i rispettivi rigori. Poi arrivò il momento destinato a cambiare la storia della finale.Sul dischetto del Valencia si presentò Yunus Musah. Il giovane centrocampista statunitense calciò alto, lasciando al Betis l'occasione di chiudere la partita. Dall'altra parte c'era Juan Miranda. Un passo, la rincorsa e il pallone in rete: 5-4 per il Betis, che conquistava così la sua terza Copa del Rey. Il rigore di Miranda trasformò quella notte in una festa per Siviglia e in una ferita difficile da rimarginare per Valencia.
Per il Betis fu il ritorno alla vittoria di un trofeo dopo 17 anni. Per il Valencia, invece, rimase la sensazione di essere arrivato a un passo dal traguardo per poi vederlo sfumare nel modo più doloroso possibile.
Quattro anni dopo, il ricordo resta
Da quella finale sono passati più di quattro anni, ma La Cartuja 2022 continua a rappresentare un riferimento inevitabile quando si parla di Valencia e Betis. Non è un caso che anche il precedente confronto disputato nel 2026 abbia riportato alla mente quella notte: le due squadre si sono infatti ritrovate proprio a La Cartuja nel febbraio 2026, con il Betis capace di imporsi per 2-1 grazie al gol decisivo di Pablo Fornals all'88'.Adesso, però, lo scenario cambia completamente. Non c'è un trofeo in palio e non ci sono rigori da calciare. C'è il Mestalla, ci sono i punti della Liga e soprattutto c'è una nuova occasione per il Valencia di confrontarsi con una squadra che negli ultimi anni è diventata una presenza costante nelle zone importanti del calcio spagnolo.
Il ricordo della finale non può cancellarsi, soprattutto per chi quella sera vide il proprio sogno infrangersi a pochi centimetri dal traguardo. Ma il calcio concede sempre una possibilità di riscrivere la storia.
Valencia-Betis, una nuova pagina da scrivere
La sfida del 25 agosto arriva quindi con un significato particolare, in un campionato spagnolo ricco di stelle ed incerto. Il Valencia avrà dalla sua parte il Mestalla, uno degli stadi più caldi della Spagna, e proverà a trasformare il ricordo della finale persa in una motivazione ulteriore. Il Betis, invece, tornerà a Valencia consapevole di avere già vissuto sulla propria pelle quanto possa essere sottile il confine tra una sconfitta e una notte destinata alla storia.Quella volta furono Miranda e i rigori a consegnare la Coppa al Betis. Stavolta non ci sarà nessuna coppa da sollevare e nessuna lotteria dal dischetto a decidere il vincitore. Ci saranno però novanta minuti nei quali il Valencia avrà l'opportunità di prendersi una piccola rivincita.
La ferita di La Cartuja appartiene al passato, ma il ricordo è ancora vivo. E ogni volta che Valencia e Betis si incontrano, quella notte del 2022 torna inevitabilmente a fare capolino.
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