L'addio dell'eterno Messi all'Argentina: "Grato a Dio di essere argentino, mi mancherete"
Gli addii che appartengono ad un calciatore sono molti, quelli che appartengono ad un'intera nazione, invece, si contano sulle dita di una mano. Quello di Leo Messi all'Argentina è stato l'eccezione, rientrando in entrambi i casi: l'ultima notte con l'Albiceleste, davanti al Monumental di Buenos Aires, ha trasformato una partita in un un monumento di storia.
Messi, l'ultimo tango con l'Argentina
Buenos Aires lo aspettava con oltre 85mila persone, riempiendo il Monumental per accompagnare Messi nell'ultima apparizione con la maglia dell'Argentina, dopo 21 anni di storia. Il numero 10 è entrato in campo insieme ai figli, mentre sugli spalti la moglie Antonella e la famiglia assistevano ad una serata impossibile da dimenticare. Al minuto 10, quasi come se il calcio volesse fermare il tempo, la partita si è interrotta, permettendo a tutto lo stadio di alzarsi in piedi per applaudire il suo capitano. Il gioco è poi ripreso, ma di lì in avanti ormai ogni tocco di Messi aveva il sapore dell'ultimo, avvicinandosi inesorabilmente al momento fatidico della serata, non prima però di aggiornare un'ultima volta le sue statistiche.L'Argentina ha infatti battuto 3-0 il Benin, con Nicolas Otamendi ad aprire le danze proprio su calcio d'angolo battuto da Messi: con quel gol, il destino ha infatti voluto omaggiare anche il difensore, in una serata in cui il suo addio è stato inevitabilmente 'oscurato' da quello del compagno. Al 70esimo, poi è arrivato il momento che tutti aspettavano: calcio di rigore per l'Albiceleste e, ovviamente, Messi sul dischetto. Con un sinistro potente all'angolino, il 10 chiude la sua leggendaria carriera internazionale con il gol numero 126. Un'ultima firma, prima del sipario.
"Giocare per l'Argentina è stato il privilegio più grande della mia vita"
Dopo il fischio finale il pallone è diventato quasi un testimone, donato a Messi dall'arbitro per poi prendere in mano il microfono e salutare definitivamente il proprio pubblico con un lungo messaggio: "Oggi è il giorno più triste della mia carriera. È stata una decisione dolorosa, ma è arrivato il momento. Ho realizzato i miei sogni con voi, come rappresentare questa Nazionale, che è stata la cosa più bella che mi potesse mai succedere. Sono grato a Dio di essere argentino. Abbiamo tutti lottato per questa maglia, ringrazio i miei compagni che mi hanno fatto vincere tutto e ringrazio voi per tutto quello che ho vissuto. Mi mancherete, ma ora vengo dal vostro lato a tifare questa squadra", ha detto un commosso Messi, ringraziando tifosi e compagni, ricordando anche il padre, le battaglie, le sconfitte e il gruppo di "guerrieri" con cui ha conquistato Coppa America e Mondiale.Cosi se ne va Messi dall'Argentina, consacrato, ma non sconfitto. Dopo anni di critiche, lacrime e cadute, ha lasciato alla sua gente ciò che sembrava impossibile: una storia eterna. Messi lascia l'Argentina, ma l'Argentina non lascerà mai Messi.
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