DerbyDerbyDerby Calcio Estero Laporte sull'esperienza in Arabia Saudita: "Qualsiasi cosa tu faccia, i fanatici sono lì, sempre addosso"

Laporte sull'esperienza in Arabia Saudita: "Qualsiasi cosa tu faccia, i fanatici sono lì, sempre addosso"

Luigi Mereu
Il campione del mondo spagnolo parla dele sue stagioni con l'Al-Nassr

Aymeric Laporte ha raccontato la sua esperienza in Arabia Saudita, dove ha trascorso due stagioni con l'Al-Nassr insieme, tra gli altri, a Cristiano Ronaldo e Sadio Mané. Un'esperienza arrivata dopo gli anni al Manchester City sotto la guida di Pep Guardiola e che il difensore spagnolo ha descritto come un'esperienza fatta di "luci e ombre", con alcuni aspetti decisamente diversi da quello che si sarebbe aspettato. Uno degli aspetti più criticati è la privacy nella vita quotidiana e gli spostamenti in auto, molto lunghi a causa del traffico, oltre alle temperature che superano anche i 40 gradi.

Le parole di Laporte

Al podcast "El camino de Mario", il difensore spagnolo ha iniziato l'intervista spiegando la scelta di andare in Arabia Saudita nonostante fosse uno dei difensori più forti al mondo in quel momento: "Sapevo che avrei avuto meno minutaggio al City e un trasferimento in un'altra squadra in Europa sarebbe stato impossibile per via dei costi e così, gli unici in grado di offrire una cifra del genere, erano i sauditi".

RIYADH, ARABIA SAUDITA - 17 FEBBRAIO: Cristiano Ronaldo e Laporte dell'Al Nassr festeggiano dopo aver vinto la partita di Saudi Pro League tra Al-Nassr e Al Fateh all'Al Awwal Park Stadium il 17 febbraio 2024 a Riyadh, Arabia Saudita. (Foto di Yasser Bakhsh/Getty Images)

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Poi sull'avventura in generale: "È stata un'esperienza fatta di luci e ombre. La gente era veramente ossessionata dal calcio". Ha poi parlato del problema principale di quel Paese, gli spostamenti in auto: "Se sei un tipo a cui piace stare a casa può andare bene, ma c'è parecchio traffico. Per esempio, io vivevo in un complesso residenziale privato, abbastanza lontano dal centro sportivo, quindi passavo più o meno un'ora e un quarto per andare agli allenamenti ogni giorno. Ovviamente si trattava del tragitto di andata e ritorno, in più, se volevi uscire di nuovo nel pomeriggio con la famiglia o altro, significava un'altra ora. Così finivi per passare cinque ore al giorno in macchina"

Continua parlando della gente e della vita lì: "Questo rendeva un po' difficile fare cose con la famiglia o semplicemente spostarsi nella routine quotidiana, ma insomma, nei limiti del possibile. Poi lì la gente è appassionata di calcio in maniera fanatica, sono sempre su Snapchat a filmare tutto il giorno. Qualsiasi cosa tu faccia, sono lì, sempre addosso. Quindi ci sono aspetti davvero positivi e altri molto negativi".

Infine ha parlato della Saudi Pro League e delle temperature altissime che si verificavano durante le partite: "Per quanto riguarda il livello del campionato, credo sia migliorato, ma è vero anche che è molto dura correre lì a causa del caldo. Voglio dire, si raggiungono facilmente i 42 gradi e ovviamente, per quanto tu sia in forma, a quelle temperature la fatica si sente eccome".

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