DerbyDerbyDerby Calcio Estero L'Argentina festeggia con lo striscione sulle Malvinas: le Falkland rispondono con un comunicato

L'Argentina festeggia con lo striscione sulle Malvinas: le Falkland rispondono con un comunicato

Francesco Intorre
Il governo delle Isole Falkland condanna il gesto dei giocatori dell'Argentina al termine della semifinale Mondiale. La FIFA è pronta a sanzionare l'AFA

La semifinale dei Mondiali tra Inghilterra e Argentina ha scatenato una vera e propria bufera diplomatica al fischio finale, quando i giocatori sudamericani hanno celebrato la vittoria esponendo lo striscione "Las Malvinas son argentinas". Il governo delle Isole Falkland ha preso immediatamente posizione e ha diramato un durissimo comunicato ufficiale. Le autorità locali hanno espresso profonda delusione per la decisione della nazionale argentina, accusando la squadra di aver macchiato il risultato sportivo con tematiche totalmente estranee alla partita.

Il comunicato ha ricordato a tutti la drammatica e aggressiva invasione subita nel 1982, un evento storico che ha traumatizzato profondamente gli abitanti locali. Per questo motivo, il governo ha definito il gesto dei calciatori argentini come un atto particolarmente insensibile nei confronti della popolazione falklandese.

La ferma posizione politica e il richiamo alle regole

Le istituzioni delle Isole Falkland hanno ribadito la loro ferma politica governativa, che rifiuta categoricamente l'introduzione di questioni politiche all'interno delle competizioni sportive. Il governo non accetta in alcun modo che le isole e i propri cittadini diventino semplici pedine politiche nelle continue discussioni internazionali tra Inghilterra e Argentina. Le autorità locali hanno accolto con grande favore le parole di sostegno rilasciate poche ore dopo dal governo del Regno Unito. Il Ministro del Commercio Peter Kyle ha infatti sottolineato l'importanza vitale di mantenere una netta separazione tra la politica e il gioco del calcio durante la Coppa del Mondo. Di conseguenza, le istituzioni hanno esortato apertamente la FIFA a mantenere le promesse e a sanzionare questi comportamenti, applicando alla lettera il proprio regolamento.

BUENOS AIRES, ARGENTINA - 27 MARZO: L'argentino Enzo Fernández calcia il pallone durante l'amichevole internazionale tra Argentina e Mauritania allo stadio Alberto J. Armando, il 27 marzo 2026 a Buenos Aires, Argentina. (Foto di Marcelo Endelli/Getty Images)

L'indagine della FIFA e i precedenti storici

Il massimo organo calcistico internazionale non ha perso tempo e ha annunciato l'apertura ufficiale di un'indagine sul caso dello striscione. La Federcalcio argentina rischia ora sanzioni concrete, che variano da un semplice avvertimento formale fino a pesanti multe economiche per tutti i giocatori coinvolti nei festeggiamenti. La storia del calcio recente offre diversi precedenti illustri in materia di messaggi politici sul rettangolo verde. Durante il Mondiale del 2018, Granit Xhaka, Xherdan Shaqiri e Stephan Lichtsteiner mimarono l'aquila bicipite albanese contro la Serbia, ricevendo sanzioni pecuniarie per decine di migliaia di franchi svizzeri. Più recentemente, in ambito UEFA, Alvaro Morata e Rodri hanno gridato la frase "Gibilterra è spagnola" durante le celebrazioni per la vittoria degli Europei. In quell'occasione, la federazione europea ha squalificato entrambi i calciatori spagnoli per un'intera partita ufficiale.