L'esito delle Midterm riguarda anche Infantino: ora potrà essere indagato per i suoi legami con Trump
Gianni Infantino si trova al centro di una morsa politica e istituzionale senza precedenti. Il presidente della FIFA, da un lato, rischia di finire sotto la lente d'ingrandimento del Congresso degli Stati Uniti per i suoi controversi legami con Donald Trump e la sua cerchia familiare. Dall'altro, deve fare i conti con i durissimi affronti del calcio europeo, guidati da una UEFA sul piede di guerra in vista delle prossime elezioni presidenziali: la stessa UEFA è a capo dell'opposizione che proverà a battere l'attuale presidente. Tra piani finanziari ritirati in extremis, accuse di grave ostruzionismo istituzionale e la minaccia di conseguenze penali a Washington, la poltrona del numero uno del calcio mondiale si prepara ad affrontare mesi complicatissimi.
Le Midterm ostacolano Infantino: i legami con Trump
Con il recente successo dei democratici alle Midterm (le elezioni di metà mandato negli Usa), gli equilibri a Washington sono cambiati radicalmente. La Commissione Giustizia della Camera aveva avviato lo scorso 26 luglio un'inchiesta su una presunta campagna orchestrata da Infantino per ingraziarsi il presidente Trump. Se fino a ieri l'ostruzionismo della FIFA era stato tollerato, dalla commissione a prevalenza repubblicana, da ora i democratici hanno il potere di imporre mandati di comparizione vincolanti. Un rifiuto di collaborare esporrebbe il dirigente a conseguenze penali dirette. I temi sul tavolo sono molteplici: si va dai presunti fondi destinati alla famiglia Trump, fino alle zone d'ombra sull'assegnazione al presidente degli Usa del Premio per la Pace legato alla FIFA.La tentata cessione dei Mondiali
Il cuore dell'indagine però ruota attorno a quello che oltreoceano è stato ribattezzato come il piano per la "svendita" dei Mondiali. Secondo quanto svelato a fine luglio, i vertici della FIFA stavano organizzando la cessione degli interessi commerciali dei Mondiali a un gruppo di investitori privati tramite una nuova società, la FIFA Forward Enterprise. A capo di questa cordata ci sarebbe stata Thrive Capital, fondata dal fratello di Jared Kushner, genero dello stesso Trump. Un'operazione che ha scatenò la reazione di tre confederazioni continentali, UEFA, CONCACAF e AFC, , pronte a boicottare i prossimi tornei internazionali. Di fronte a questo ammutinamento, Infantino è stato costretto a fare un passo indietro, cancellando il progetto subito dopo.
Verso le elezioni di marzo
Le scuse non sono bastate a fermare la valanga. L'UEFA ha dichiarato senza mezzi termini di aver perso ogni fiducia nell'attuale presidenza e sta lavorando per presentare uno sfidante alle elezioni del prossimo marzo, pur avendo i tempi ristretti per la scadenza delle candidature. La corsa al 2027 di Infantino poggia peraltro su basi molto contestate: nonostante lo statuto imponga un limite massimo di tre mandati, il Consiglio FIFA ha decretato che il primo mandato (2016-2019) non deve essere conteggiato, garantendogli l'eleggibilità. Una forzatura burocratica denunciata anche da vari gruppi di attivisti, come FairSquare. Nonostante il fuoco incrociato tra Europa e Stati Uniti, Infantino si fa forza su un solido blocco di voti garantito da Africa, Asia, Sud America e Oceania, apparecchiando la tavola per uno scontro elettorale durissimo.© RIPRODUZIONE RISERVATA