Lewandowski, ultima fermata Valencia: l'addio che chiude un'era blaugrana
Anche le cose belle, prima o poi, finiscono. Robert Lewandowski e il Barcellona si salutano a Valencia, nell'ultima giornata della Liga 2025-26. La partita, in programma sabato 23 maggio alle ore 21 allo stadio Mestalla, scriverà la parola fine a una carriera blaugrana durata "solo" quattro anni, ma così intensa da sembrare un'era.
FC Barcelona v Real Betis Balompie - LaLiga EA Sports
"Grazie per ogni gol, ogni lotta, ogni momento magico", scrive il club in un comunicato, formalizzando il mancato rinnovo del numero 9 polacco. Si chiude così una fase storica per il Barça: quella della transizione post-Messi, in cui Lewandowski è riuscito a vestire in modo credibile i panni del leader e a tenere insieme la squadra davanti agli occhi del mondo, permettendole di conquistare sette trofei, tra cui tre in campionato (l'ultimo, solo pochi giorni fa), tre Supercoppa di Spagna e una Coppa del Re.
Dalla Polonia al Borussia Dortmund
Classe 1988, nato sotto il segno del Leone, quando nell'estate del 2022 arrivò dal Bayern Monaco, alcuni considerarono l'operazione un azzardo. Lewandowski aveva già 33 anni, uno stipendio notevole e alle spalle una carriera a cui apparentemente non c'era più ancora molto da chiedere. Con il tempo, avrebbe fatto ricredere tutti, segnando tanto e con costanza, come del resto aveva sempre fatto.Nato e cresciuto a Varsavia da una famiglia di sportivi — il padre praticava calcio e judo, la madre pallavolo — all'inizio della sua carriera, Robert non era che un ragazzino esile, scartato persino dal Legia Varsavia. La svolta arriva nel 2006, quando le sue 15 reti spingono lo Znicz Pruszków alla promozione in seconda divisione, dove due anni dopo viene notato dal Lech Poznań. Ormai diventato il miglior attaccante del campionato polacco, nel 2010 arriva la chiamata del Borussia Dortmund. Sotto la guida di Jurgen Klopp, "Lewy" smette di essere semplicemente un bel giocatore e inizia a diventare un campione.
In giallonero, vince due Bundesliga consecutive, spezzando momentaneamente l'egemonia del Bayern Monaco. Ma la sua Gioconda è la semifinale di Champions League 2013, giocata contro il Real Madrid mentre una grandinata improvvisa colpiva il Bernabeu: Lewandowski gonfia la rete per quattro volte, ed entra così di diritto nell'élite del calcio mondiale.
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L'età dell'oro al Bayern Monaco
Nel 2014 "tradisce" il Muro Giallo e passa proprio al Bayern Monaco. Proprio qui, costruisce la parte più monumentale della sua carriera: otto Bundesliga, una Champions League, un Mondiale per Club e dei numeri da PlayStation. Infatti, sulla copertina polacca di FIFA15 c'è proprio lui, accanto a Lionel Messi. Nel 2020, tutti concordano sul fatto che Lewandowski sia il più grande calciatore del mondo, e solo la pandemia può negargli il Pallone d'Oro, che per quell'anno era stato annullato.Con la maglia del Bayern raggiunge statistiche irreali, come i cinque gol segnati in soli nove minuti contro il Wolfsburg o il record di 41 reti in una Bundesliga, con cui ha superato lo storico primato di Gerd Müller. Eppure, nel 2022 sente comunque il bisogno di cambiare aria.
Lewandowski e il Barcellona post-Messi
FC Barcelona v Real Betis Balompie - LaLiga EA Sports
Quello che accoglie il bomber polacco è un Barcellona economicamente ferito, tecnicamente incompleto e soprattutto senza una guida. Nello spogliatoio orfano di Lionel Messi, si impone quasi come una figura paterna, unendo alla disciplina e alla professionalità una fame di vincere che ci si aspetterebbe da un ventenne. In blaugrana segnerà ben 119 gol in 191 partite, ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Con lui, il Barça torna a sentirsi grande.
Oggi, mentre sta per calare il sipario su un altro campionato e i saluti di Lewandowski arrivano in una forma eccezionalmente discreta per una star del calcio, per molti tifosi catalani è "la fine di un'era". Ora, la palla passa alla nuova generazione, guidata da Lamine Yamal.
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