DerbyDerbyDerby Calcio Estero "Se indossi la maglia del Real Madrid smetto di parlarti". Il curioso retroscena di un giovane Luis Enrique
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"Se indossi la maglia del Real Madrid smetto di parlarti". Il curioso retroscena di un giovane Luis Enrique

Mattia Celio
L'ex allenatore di futsal dell'attuale allenatore del PSG ha rivelato alcuni aneddoti in un'intervista rilasciata a RMC

Se in carriera vuoi fare l'allenatore bisogna prima avere prima di tutto grande personalità. Essere un buon allenatore, infatti, non significa solo portare a casa trofei su trofei ma soprattutto significa riuscire a farsi rispettare e fare lo stesso con i giocatori. Bisogna avere, in una parola, la stoffa del leader. Ebbene, Luis Enrique ha perfettamente dimostrato di possedere questa qualità e non solo da quando il mondo del calcio ha imparato a conoscerlo, ma già fin da ragazzo. Lo ha raccontato José María Fernández de Brito in un'intervista rilasciata a RMC.

Luis Enrique, leader già fin da ragazzo: " 'Comando io e faremo così'. Diceva"

I risultati raggiunti in carriera da Luis Enrique parlano da soli. E non solo nelle vesti di allenatore, ma anche quando calcava i campi da gioco. Ma certo quando si allena una squadra la situazione cambia e se la squadra non ti segue allora difficilmente si potrà andare lontano. Ma questo il tecnico del PSG lo sa benissimo. Lo ha sempre saputo. José María Fernández de Brito era l'allenatore di futsal di Luis Enrique quando l'allenatore spagnolo aveva solo sette anni. È stato allo Xeitosa, dove ha giocato anche l'ex giocatore del Barcellona Abelardo Fernández.

In un'intervista con RMC, Fernández de Brito ha raccontato alcuni aneddoti vissuti con loro. "Ero solito giocare con suo fratello Felipe e con Abelardo. E Luis Enrique era quello che comandava. Era il leader del gruppo. Quando stavano per fare qualche marachella, il primo a scappare era Abelardo. Già allora Luis aveva quello spirito da leader, diceva: 'Comando io e faremo così'. Poi, in campo, era un giocatore molto combattivo, come lo si vede adesso", ha affermato.

MONACO, GERMANIA - 31 MAGGIO: Luis Enrique, capo allenatore del Paris Saint-Germain, reagisce mentre passa davanti al trofeo della UEFA Champions League dopo aver raccolto la sua medaglia dei vincitori dopo aver sconfitto l'FC Internazionale, per assicurarsi il primo titolo di UEFA Champions League del Paris Saint-Germain nella storia del club e un punteggio record della finale di UEFA Champions League di 5-0, dopo la finale di UEFA Champions League 2025 tra Paris Saint-Germain e FC Internazionale Milano al Munich Football Arena il 31 maggio 2025 a Monaco, Germania. (Foto di Justin Setterfield/Getty Images)

Nonostante poi la carriera dell'ex Roma abbia diviso le loro strade, il suo ex allenatore ha dichiarato di essere sempre rimasto in contatto con 'Lucho': "Avevamo un rapporto molto stretto. Un giorno, mentre giocava allo Sporting Gijón, venne a trovarmi e mi disse: 'Ho una bella notizia da darti. Ho firmato per il Real Madrid'. Sapeva che avevo un debole per i blancos". Tutto questo quando, però, Luis Enrique aveva a sua volta un debole per i rivali per eccellenza del Real, ovvero il Barcellona.

Ed è qui che Fernández de Brito ha ricordato un curioso episodio: "Andammo a prendere un caffè con Luis Enrique e Abelardo, quando entrambi giocavano nello Sporting. Il proprietario del bar era un mio amico e un tifoso del Real Madrid. Disse ad Abelardo che la maglia bianca gli sarebbe stata bene. E Luis balzò in piedi dalla sedia e disse: 'Senti, se indossi una maglia del Real Madrid, smetto di parlarti'. Un anno dopo, Luis Enrique firmò per il Real Madrid. Ma quando sei così giovane e il Real Madrid ti chiama, non puoi certo rifiutare, neanche sei un tifoso del Barça".