Lukaku sul rigore lasciato a Tielemans: "Sto attraversando un periodo difficile"
Il Belgio è riuscito a qualificarsi dopo una difficile partita contro il Senegal, terminata 3-2 grazie alle rete di Romelu Lukaku e alla doppietta di Youri Tielemans, con l'ultimo gol arrivato al 125' minuto grazie a un calcio di rigore perfetto calciato dal centrocampista dell'Aston Villa, anche se inizialmente sembrava che lo dovesse tirare proprio la punta del Napoli. Sul rigore decisivo assegnato, infatti, Big Rom ha inizialmente preso il pallone in mano, consegnandolo successivamente al capitano Tielemans, che non ha sbagliato e ha regalato ai Diavoli Rossi la qualificazione agli ottavi di finale dove affronteranno gli Stati Uniti.
Lukaku e il rigore lasciato a Tielemans: le sue parole
Dopo aver firmato la rete del momentaneo 2-1, Lukaku sembrava il candidato principale per battere il rigore che avrebbe potuto completare una rimonta destinata a entrare nella storia della nazionale belga. Invece, negli ultimi istanti prima della battuta, ha cambiato idea affidando la responsabilità a Tielemans. Il centrocampista ha mantenuto il sangue freddo, spedendo il pallone all'incrocio dei pali e facendo esplodere la gioia del Belgio.
Subito dopo la partita è stato lo stesso Lukaku a spiegare la propria scelta, che ha ammesso di non sentirsi completamente libero dal punto di vista mentale per via del momento difficile che sta passando per la morte del padre. Per questo motivo ha preferito fare un passo indietro, convinto che la soluzione migliore per la squadra fosse lasciare il tiro al capitano, dimostrando grande lucidità e senso di responsabilità, qualità spesso sottovalutate quando si parla di un centravanti abituato a vivere per il gol come lui.
Ha inizialmente spiegato di aver avuto l'idea di tirarlo, decidendo però poco prima di lasciarlo al compagno: "Avevo intenzione di tirare, ma sto ancora attraversando un periodo difficile a livello mentale e ho preferito che fosse Youri a calciare il rigore".
Poi ha spiegato che la priorità è la squadra e non lui: "Non si tratta di me, si tratta della squadra che deve vincere".
Infine ha spiegato che sono queste le vittorie che formano un gruppo vincente: "Queste sono le vittorie di cui abbiamo bisogno per unire ulteriormente il gruppo. È la cosa migliore, per i tifosi e per noi stessi".
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