DerbyDerbyDerby Calcio Estero Manchester City a tutto Maresca: dall'eredità di Pep al futuro prossimo

Manchester City a tutto Maresca: dall'eredità di Pep al futuro prossimo

Carmine Panarella
Dopo il passaggio di testimone di Guardiola, i citizens hanno cominciato nel migliore di modi la loro nuova era: adesso bisogna confermarsi ad alti livelli

Cinque vittorie nelle prime cinque giornate, 15 punti in classifica per il Manchester City che, alla ripresa dopo la sosta per le nazionali, si ritrova esattamente dove ci si aspettava di trovarlo: in cima alla Premier League. La vera sorpresa, però, non è tanto la posizione dei Citizens quanto la rapidità con cui Enzo Maresca è riuscito a dare continuità alla squadra dopo l'addio di Pep Guardiola, al termine di un'era durata dieci anni.

Il nuovo allenatore ha iniziato il proprio percorso con un calendario tutt'altro che banale: 2-1 al Bournemouth, 4-1 sul campo del Crystal Palace, 1-0 contro il Coventry, 1-0 nel derby contro il Manchester United e infine il 5-3 al Sunderland. Cinque partite, cinque vittorie, 13 gol segnati e 5 subiti. Il prossimo esame sarà ancora più significativo: alla ripresa, infatti, il City farà visita al Liverpool.

Da Pep a Maresca, una transizione che sta funzionando

Il compito affidato a mister Maresca era particolarmente delicato. Non soltanto perché sostituire Guardiola al Manchester City rappresenta una delle responsabilità più pesanti che un allenatore possa assumersi, ma anche perché il club ha scelto di non interrompere completamente il proprio percorso tattico, affidandosi a un tecnico che conosce molto bene l'ambiente e i principi di gioco sviluppati durante l'era Guardiola.

Maresca aveva già lavorato al City come allenatore della formazione Under 23 e, successivamente, come componente dello staff di Guardiola. Dopo le esperienze da primo allenatore con Parma, Leicester e Chelsea, è quindi tornato all'Etihad con una conoscenza diretta dell'ambiente e della metodologia del club.

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I primi numeri suggeriscono che la transizione stia procedendo nella direzione giusta. Il City ha mantenuto una media di 2,6 gol a partita, con 13 reti realizzate nelle prime cinque giornate, mentre Erling Haaland è già a quota cinque gol. Ancora più interessante è il dato relativo al possesso: nella gara contro il Coventry il City ha raggiunto il 78%, mentre contro il Crystal Palace si è attestato al 72%.

Non significa che Maresca stia semplicemente copiando Guardiola. Il passaggio a un 4-2-3-1 utilizzato nelle prime giornate testimonia già alcune differenze nella struttura della squadra. L'idea, però, rimane quella di una squadra che vuole controllare la partita, occupare la metà campo avversaria e mettere i propri giocatori offensivi nelle condizioni di ricevere il pallone con continuità.

Il precedente di Guardiola invita alla prudenza

Il dato più interessante per giudicare le ambizioni di Maresca è forse un altro: neppure Guardiola riuscì a vincere la Premier League al primo anno sulla panchina del Manchester City. Lo spagnolo arrivò nell'estate del 2016 con un curriculum praticamente irripetibile, ma chiuse la sua prima stagione al terzo posto con 78 punti, senza conquistare alcun trofeo: il suo City vinse 23 partite, ne pareggiò 9 e ne perse 6, con una differenza reti di +41.

La stagione successiva, però, fu completamente diversa: il City vinse il campionato con 100 punti, inaugurando quella che sarebbe diventata una delle epoche più dominanti della storia della Premier League. Il precedente serve soprattutto a ricordare quanto sia complicato giudicare una successione sulla panchina di una squadra costruita attorno a un'identità così forte. Maresca non deve necessariamente vincere subito per dimostrare di essere riuscito nel proprio compito. Il fatto che il City abbia già trovato continuità di risultati, mantenendo contemporaneamente una precisa identità tattica, rappresenta già un segnale importante.

Calendario e ambiente

Finora il City ha mantenuto un rendimento perfetto, ma il vero test comincerà adesso. La ripresa sarà immediatamente impegnativa con la trasferta di Liverpool, mentre la stagione entrerà progressivamente nella fase caratterizzata dalla sovrapposizione tra Premier League, Champions League e coppe nazionali.

È proprio questo il passaggio che potrebbe determinare la reale dimensione della squadra di Maresca. Cinque vittorie consecutive sono un ottimo biglietto da visita, ma mantenere questo livello quando arriveranno turnover, infortuni, squalifiche e partite ogni pochi giorni sarà completamente diverso. La profondità della rosa sarà quindi decisiva, soprattutto considerando l'importante investimento effettuato dal club sul mercato estivo per rinnovare la squadra dopo l'addio di Guardiola.

Il City non può più essere valutato soltanto sulla capacità di dominare una singola partita. La domanda è se Maresca riuscirà a mantenere efficienza e continuità nell'arco di nove mesi, senza avere a disposizione l'esperienza di Guardiola per gestire ogni fase della stagione.

Dal campo al tribunale: tra luci ed ombre

C'è poi un elemento completamente estraneo al campo che rende questa stagione particolare. Proprio durante la sosta, il Manchester City è stato dichiarato colpevole dalla commissione indipendente chiamata a giudicare le violazioni finanziarie contestate dalla Premier League.

Il verdetto riguarda 114 dei 115 capi d'accusa relativi al periodo 2009-2018, con la commissione che ha ritenuto che il club avesse utilizzato accordi commerciali fittizi per gonfiare i ricavi e ridurre artificialmente i costi per oltre 900 milioni di sterline. Il Manchester City ha respinto le conclusioni, sostenendo che vi siano errori di fatto e di diritto, e ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso. Non è stata ancora stabilita una sanzione sportiva definitiva.

È difficile stabilire oggi quanto questa vicenda potrà incidere sul rendimento della squadra. Sul piano strettamente sportivo, Maresca e i suoi giocatori devono continuare a giocare come se nulla fosse cambiato. Ma è inevitabile che incertezza, pressione mediatica e attesa per le possibili conseguenze rappresentino un elemento ulteriore all'interno di una stagione già molto delicata.

Ed è proprio questo il punto: il nuovo Manchester City non sta affrontando soltanto una successione tecnica. Sta attraversando una vera fase di transizione, con un nuovo allenatore, una rosa rinnovata, un'identità tattica da consolidare e una vicenda giudiziaria destinata a tenere banco ancora a lungo.

Fin dove può arrivare il Manchester City?

Il primo posto dopo cinque giornate non garantisce nulla, ma il City ha già dimostrato di possedere la condizione essenziale per competere per il titolo: la capacità di vincere con continuità. Il dato più incoraggiante non è nemmeno il bottino pieno dei punti, quanto la sensazione che il passaggio da Guardiola a Maresca non abbia prodotto lo strappo che molti potevano immaginare.

La vera sfida inizierà però quando arriveranno le settimane con tre partite, quando sarà necessario cambiare interpreti senza perdere qualità e quando gli avversari avranno studiato con maggiore attenzione le nuove soluzioni del tecnico italiano. Guardiola aveva bisogno di tempo per trasformare il City nella squadra dominante che tutti conosciamo, mentre Maresca parte da una base molto più avanzata, ma proprio per questo sarà inevitabilmente giudicato secondo standard elevatissimi.

La Premier League è ancora lunghissima: Arsenal, Liverpool e le altre concorrenti avranno tempo per recuperare terreno. Ma se il City arriverà alla primavera ancora dentro la corsa al titolo, avendo superato anche il peso della Champions League e dell'incertezza extracampo, allora il lavoro di Maresca avrà assunto un significato molto più grande: non la semplice continuità dell'era Guardiola, ma l'inizio di una nuova versione del Manchester City.

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