Manchester City, Haaland ha "infranto" la legge del capitano: il motivo
La sfida dal sapore di una "finale" contro il PSG ha visto il Manchester City ricevere una dura lezione di calcio. All'Etihad Stadium gli uomini di Enzo Maresca si sono dovuti arrendere alla grande qualità della squadra di Luis Enrique che alla fine si è imposta per 2-4. Unica "consolazione" è stata la nuova doppietta del solito Erling Haaland, sempre l'ultimo ad alzare bandiera bianca. Il norvegese ha indossato la fascia di capitano nella sfida di ieri sera, un ruolo che sul campo ha ricoperto con onore nonostante il KO. Tuttavia, ha anche inconsciamente infranto una particolare regola imposta dal tecnico azzurro.
Perché Haaland non avrebbe dovuto esultare: l'insolita regola di Maresca
Erling Haaland è un giocatore che, fino a quando l'arbitro non fischia la fine, dà tutto in campo. Anche quando il risultato sembra ormai compromesso, il norvegese non si ferma ed incita la squadra. La stessa cosa ha fatto ieri sera nella sfida di Champions League contro il PSG, nella quale ha indossato la fascia da capitano. Il classe 2000 ha realizzato una doppietta, sfortunatamente per lui inutile ai fini del risultato (4-2 per i parigini) e, come è giusto che sia, ad ogni rete si è lasciato andare ad un momento di gioia con i suoi compagni. Tuttavia, questa condotta lo ha portato ad infrangere un'insolita regola imposta da Enzo Maresca.
Come hanno mostrato le immagini, infatti, dopo il secondo gol l'ex Borussia Dortmund non ha approfittato della concessione ed è corso immediatamente a posare il pallone a centrocampo per far ripartire l'azione, alla ricerca di una rimonta disperata contro il PSG. Una condotta, in fin dei conti, più che giustificabile dato che rimaneva poco tempo per recuperare lo svantaggio.
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