Dal Rennes ad Anfield, fino alla Francia: Jeremy Jacquet ha bruciato le tappe. Ora davanti a lui c’è l’esame Haaland.
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Il 16 luglio il Liverpool annunciò che Jeremy Jacquet avrebbe indossato la maglia numero 5. Era quella lasciata libera da Ibrahima Konaté, connazionale e predecessore al centro della difesa, ma soprattutto era una maglia affidata a un ragazzo arrivato in Inghilterra con appena 33 presenze nella prima squadra del Rennes. Jacquet aveva vent’anni, nessuna partita in Premier League e gli ultimi mesi della stagione precedente condizionati da un infortunio alla spalla. Meno di tre mesi dopo ha già giocato accanto a Virgil van Dijk, è stato candidato al premio di Player of the Month della Premier League e ha esordito con la nazionale maggiore francese. La parte più lunga del suo apprendistato inglese, almeno finora, è durata un’estate.
Adesso la misura cambia. Erling Haaland ha aperto il campionato segnando cinque reti nelle prime cinque giornate ed è il riferimento più immediato quando un centrale della Premier deve capire quanto valgano davvero tempi, forza e letture difensive. Per Jacquet il confronto arriva dopo settimane in cui ogni passaggio ha anticipato quello successivo: il posto nel Liverpool, Bournemouth, la candidatura individuale, la Francia. Haaland è il primo avversario capace di mettere tutte quelle risposte dentro la stessa partita.
Liverpool lo aveva scelto prima degli altri
Il Liverpool non ha aspettato che Jacquet diventasse una certezza. L’accordo con il Rennes venne annunciato a febbraio 2026, con il difensore destinato a restare in Ligue 1 fino all’estate. In quel momento aveva disputato 31 partite con la prima squadra francese; sarebbero diventate 33 prima del trasferimento definitivo del 1° luglio. Alle spalle c’erano anche 24 presenze durante il prestito al Clermont Foot e un Europeo Under 19 chiuso dalla Francia al secondo posto, con Jacquet inserito nella squadra ideale del torneo.L’ultima stagione francese aveva lasciato numeri abbastanza chiari. In 19 presenze di Ligue 1, Jacquet aveva vinto il 75,5% dei duelli aerei, terza percentuale del campionato, e il 62% dei duelli a terra. Con il pallone aveva completato 973 passaggi su 1.076, il 90,4%. Dietro quelle cifre c’è una formazione che non comincia in difesa: da ragazzo giocava a centrocampo, guardava Paul Pogba e inizialmente non era nemmeno convinto del cambio di ruolo proposto dagli osservatori del Rennes. Anni dopo avrebbe descritto tra le proprie caratteristiche proprio la calma in possesso e la capacità di rompere una linea con il passaggio giusto.
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Bournemouth, il primo pomeriggio suo
Il 20 settembre, al Vitality Stadium, l’adattamento ha smesso di essere soltanto una buona impressione. Il Liverpool ha battuto il Bournemouth 1-0 e i tifosi dei Reds hanno votato Jacquet come Player of the Match. In quella partita il francese ha toccato 71 palloni, completato 54 passaggi su 61 e dieci di quei passaggi sono stati classificati da Opta come capaci di rompere una linea avversaria. Il Bournemouth si è fermato a 0,76 expected goals, il suo dato casalingo più basso in Premier nel 2026 fino a quel momento.Caricamento post Instagram...
Quattro giorni dopo arrivò un altro segnale. La Premier League inserì Jacquet tra gli otto candidati al Player of the Month di settembre. Aveva giocato tutti i minuti delle tre partite di campionato disputate dal Liverpool nel mese e la squadra non aveva subito gol. Nella presentazione ufficiale della candidatura, la stessa Premier lo indicava tra i difensori più in evidenza per tackle, intercetti e recuperi. Accanto al suo nome, tra i candidati del Liverpool, c’era Alexander Isak. Per Jacquet erano trascorse poche settimane dalla prima partita inglese.
Poi la Francia
Quattro giorni dopo la candidatura è arrivato il debutto internazionale. Il 28 settembre Jacquet è partito titolare a Bruxelles contro il Belgio e ha giocato tutti i novanta minuti della vittoria francese per 1-0. Era la sua prima presenza con la nazionale maggiore, dopo il percorso nelle selezioni giovanili. Quattro giorni più tardi è rimasto in campo per l’intero 1-1 contro l’Italia.Zidane, dopo la seconda partita, ha impiegato poche parole e le ha ripetute parecchio. Ha definito Jacquet “molto, molto bravo”, ne ha sottolineato il coraggio nell’uscire lontano dalla propria posizione e la qualità nei duelli. Lo stesso difensore, parlando del primo ritiro con i Bleus, ha ammesso che l’esperienza era stata persino migliore di quanto avesse immaginato. A luglio arrivava ad Anfield da Nazionale Under 21; all’inizio di ottobre aveva già giocato due partite intere con la Francia maggiore.
La sosta ha portato anche la prima frenata. Jacquet non è stato inserito nella squadra francese per l’ultimo impegno contro il Belgio dopo un problema fisico descritto come lieve, mentre la stampa britannica ha parlato di un fastidio al bicipite femorale. È rientrato a Liverpool per ulteriori valutazioni e la sua disponibilità resta quindi da monitorare. Il percorso che fino a quel momento aveva conosciuto quasi soltanto accelerazioni ha trovato, almeno per qualche giorno, un punto interrogativo.
Poi c’è Haaland
Se Jacquet sarà a disposizione, il Manchester City porta però una domanda diversa da tutte quelle affrontate finora. Haaland non costringe un centrale a risolvere un solo problema. Può venire incontro e cercare il contatto, restare fuori dalla partita per lunghi tratti e poi attaccare alle spalle della linea, occupare l’area oppure trascinare il difensore qualche metro più lontano dal punto in cui vorrebbe stare. Cinque gol nelle prime cinque giornate danno la misura del suo avvio di stagione; raccontano meno, invece, della quantità di decisioni che impone a chi deve seguirlo.Qui anche i numeri che hanno accompagnato Jacquet fino ad Anfield cambiano significato. Quel 75,5% di duelli aerei vinti in Ligue 1 deve confrontarsi con un centravanti che vive dentro il contatto. Il coraggio elogiato da Zidane nell’uscire dalla linea deve fare i conti con ciò che può aprirsi alle spalle. La tranquillità con il pallone, una delle caratteristiche che hanno convinto il Liverpool, va mantenuta contro una squadra abituata a cercare immediatamente la riconquista. Haaland non cancella quello che Jacquet ha mostrato nei primi mesi; semplicemente lo porta su una scala diversa.
Il francese arriva a questo punto dopo una serie di esami superati molto velocemente. La Ligue 1 gli aveva dato il primo posto stabile tra i professionisti. Bournemouth il primo pomeriggio da migliore in campo con il Liverpool. Settembre la candidatura tra i migliori della Premier. La nazionale due maglie da titolare e gli elogi di Zidane. Fino a qui ogni passaggio ha aggiunto qualcosa senza costringerlo a fermarsi troppo a lungo sul precedente.
Dal numero 5 al metro successivo
Quando il Liverpool gli ha assegnato il numero 5, a luglio, Jacquet era soprattutto uno dei grandi investimenti sul futuro della difesa. Aveva 33 presenze con il Rennes e un profilo costruito sulla combinazione tra forza nei duelli e qualità in possesso. Tre mesi sono bastati perché quella descrizione diventasse incompleta. Adesso il francese viene giudicato per quello che può dare immediatamente, accanto a uno dei centrali che aveva studiato prima ancora di conoscerlo.Caricamento post Instagram...
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