Il Liverpool di Iraola: pressing, filosofia spagnola e voglia di tornare a vincere
Liverpool, il nuovo pullman nel ricordo di Diogo Jota
Il Liverpool di Andoni Iraola sta iniziando lentamente a prendere forma. Il tecnico spagnolo, arrivato in estate dopo l’esperienza al Bournemouth, ha portato ad Anfield idee molto precise: intensità, pressione alta, verticalità e soprattutto la volontà di recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria. Il processo, però, richiede tempo.
Il progetto Iraola prende forma
L’inizio in Premier League ha mostrato proprio questo. Dopo cinque giornate i Reds sono ancora imbattuti, con due vittorie e tre pareggi, un rendimento positivo ma non ancora sufficiente per una squadra che vuole competere immediatamente ai vertici. Iraola è diventato il primo allenatore del Liverpool dai tempi di Joe Fagan nel 1983 a non perdere nessuna delle prime cinque partite di campionato sulla panchina dei Reds. Il problema principale sono stati proprio i pareggi. Lo 0-0 casalingo contro il Fulham ha mostrato un Liverpool poco brillante e incapace di creare con continuità contro una squadra molto organizzata. Lo stesso tecnico aveva ammesso la mancanza di freschezza dei suoi giocatori, sottolineando però come la squadra dovrà imparare a gestire meglio gli impegni ravvicinati.
Certezza Isak e una difesa più equilibrata
La risposta è arrivata sul campo del Bournemouth. Nel ritorno di Iraola al Vitality Stadium, il Liverpool ha vinto 1-0 grazie ad Alexander Isak, ottenendo anche la terza porta inviolata consecutiva in Premier League. Un segnale importante soprattutto dal punto di vista difensivo. Proprio Isak rappresenta uno dei punti fermi del nuovo progetto. Lo svedese ha già segnato quattro reti nelle prime cinque giornate, mentre il tecnico sta cercando il giusto equilibrio attorno a giocatori come Florian Wirtz, Cody Gakpo e Bradley Barcola.
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