Il maestro del calcio sudamericano, Gustavo Alfaro, ha fatto sapere di non voler più allenare al termine del contratto con il Paraguay
Paraguay agli ottavi! La reazione dei tifosi ad Asunción al rigore decisivo
Alla fine dell'amichevole vinta sul campo neutro di Washington contro la Bolivia, il CT del Paraguay Gustavo Alfaro ha spiazzato tutti in conferenza stampa, annunciando di abbandonare il calcio, dopo 34 anni di carriera, al termine dell'esperienza con la Nazionale sudamericana.
Da un Mondiale all'altro
L'Albirroja è stata una delle formazioni più sorprendenti del Mondiale made in USA, Messico e Canada appena trascorso. Non sul piano del gioco, carente anche in base al materiale a disposizione, ma su quello dei risultati. Aver passato il girone, mettendosi alle spalle la Turchia, ovvero, la favorita iniziale, è stato un grande traguardo, ma battere un colosso calcistico come la Germania, ai tiri di rigore, ha rasentato la perfezione. Nell'ottavo di finale contro la Francia, seppur in bilico fino al triplice fischio, la famosa garra sudamericana ha oltrepassato il limite, con interventi reiterati e atti a far male a Mbappé e compagni.
L'obiettivo del Paraguay, che ha confermato la sua fiducia a Gustavo Alfaro, è la Copa America in programma nel 2028. Il massimo trofeo continentale manca dal 1979 e la finale dal 2011, quando l'Albirroja si arrese all'Uruguay sotto i colpi di Forlan e Suarez. Proprio l'allenatore argentino, però, ha confermato di voler rimanere alla guida della Nazionale fino al Mondiale 2030, in cui il Paraguay debutterà nel nuovo stadio di Asuncion in occasione del centenario.
La scelta di Alfaro
Presentatosi in conferenza stampa dopo la vittoria per 2-0 contro la Bolivia, il maestro argentino ha deciso di estendere l'esperienza con il Paraguay fino al Mondiale del 2030 e poi ritirarsi dopo una carriera che lo ha visto alla guida di Boca Juniors, Ecuador e Costa Rica fra le altre: "Ho detto al mio agente di ascoltare tutti, ma di non parlare con nessuno. Ho scelto di restare in questo posto per tutto ciò che mi ha dato. Ringrazio la mia famiglia per questo, ma non allenerò più dopo il Paraguay".
"Voglio provare, guardare alle capacità e vedere come possiamo adattarci ai giocatori, mettendo in conto di fare errori. Ma è tutto ciò che serve per crescere. E la verità è che questa partita contro la Bolivia ci ha dato la possibilità di iniziare a provare certi schemi che abbiamo visto e ce ne sono altri che dobbiamo sistemare. Abbiamo l'obbligo di dimostrare che meritiamo di andare alla Coppa del Mondo oltre il fatto che siamo già qualificati. Voglio essere tra i primi sei, non dobbiamo rilassarci".
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