DerbyDerbyDerby Calcio Estero Manchester United, Carrick alza l'asticella: "Possiamo tornare ai livelli di Ferguson, ma serve tempo"

Manchester United, Carrick alza l'asticella: "Possiamo tornare ai livelli di Ferguson, ma serve tempo"

Samuele Dello Monaco
Alla vigilia della sfida contro l'Aston Villa, Carrick ha affrontato l'ingombrante paragone con l'era al Manchester United di Ferguson

Il 6 novembre 1986 Sir Alex Ferguson varcava i cancelli di Old Trafford, dando inizio all'epopea più gloriosa del calcio d'oltremanica. A quarant'anni esatti da quel giorno, l'eredità della leggenda continua a rappresentare un macigno per chiunque si sieda sulla panchina del Manchester United. Oggi il peso grava sulle spalle di Michael Carrick, un allenatore intrappolato nel fuoco incrociato delle critiche, che ha appena ripreso un po' di ossigeno grazie alla vittoria in rimonta per 3-2 contro la Roma, arrivata dopo nove partite consecutive senza successi.

Le parole di Carrick

Alla vigilia della delicatissima sfida contro l'Aston Villa, il tecnico ha affrontato l'ingombrante paragone con l'era del suo vecchio maestro.

Interrogato sulla possibilità di riportare il club a quei livelli leggendario, Carrick ha risposto così: "Non è impossibile. Bisogna costruire. Bisogna essere realistici e mettere le cose nella giusta prospettiva. Guardate la nostra storia recente, dove stiamo cercando di arrivare e cosa vogliamo ottenere. Non succederà in un batter d'occhio. Non succederà da un giorno all'altro. Il successo richiede tempo: non ci piace doverlo impiegare, ma è inevitabile che ci voglia del tempo per costruirlo. La costanza è fondamentale. Non c'è altro modo e non ci sono scorciatoie".

Il periodo di Ferguson alla guida del Manchester United

Una verità che l'epoca moderna tende a cancellare: lo stesso Ferguson ereditò una squadra senza titoli dal 1967 e dovette lottare per quasi sette anni prima di conquistare il suo primo trofeo, aprendo poi la strada a tredici Premier League e due Champions. Dalle parole di Carrick emerge anche l'emozione dell'attuale rapporto con il tecnico scozzese: "Probabilmente ora gli sono più vicino e gli parlo più spesso di quando giocavo. Da quando sono arrivato qui, l'impatto che ha avuto su di me come persona è stato immenso. Il nostro rapporto si è evoluto in una vera e propria amicizia, è davvero piacevole".
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