DerbyDerbyDerby Calcio Estero Manchester United, Glazer fa discutere: il business viene prima dei risultati?

Manchester United, Glazer fa discutere: il business viene prima dei risultati?

Ciro Bossa
Il co-proprietario dei Red Devils ha spiazzato i tifosi dichiarando che il successo in campo non determina la forza commerciale

Avram Glazer torna a far parlare di sé e questa volta lo fa con dichiarazioni destinate a far discutere i tifosi del Manchester United. Il co-proprietario del club inglese, intervenuto alla prima Sports Investment Conference organizzata da Deutsche Bank a Londra, ha sostenuto che la forza commerciale di una società delle dimensioni dei Red Devils non dipenda necessariamente dai risultati ottenuti sul terreno di gioco, sottolineando che alcune grandi realtà dello sport mondiale riescano a mantenere un enorme appeal commerciale anche attraverso periodi lontani dai successi.

Per i proprietari del Manchester United conta più il business della vittoria?

Come riportato da The Athletic, Glazier ha affrontato il tema del rapporto tra rendimento sportivo e capacità di generare ricavi, paragonando il Manchester United a due istituzioni dello sport statunitense: i New York Yankees, franchigia storica della Major League Baseball, e i Dallas Cowboys, tra i marchi più riconoscibili della NFL. Il messaggio è piuttosto chiaro: il Manchester United, grazie alla propria storia, alla dimensione internazionale e alla forza del proprio marchio, può continuare a rappresentare un' enorme attrazione per sponsor, investitori e partner commerciali anche senza conquistare trofei.
Le parole di Glazer assumono un significato particolare se inserite nel contesto degli ultimi anni vissuti dai Red Devils. Dall'addio di Sir Alex Ferguson nel 2013, il club non è più riuscito a conquistare la Premier League, pur avendo continuato a spendere annualmente cifre record per il mercato in entrata. Il Manchester United resta uno dei club più conosciuti al mondo, con una tifoseria internazionale e una capacità di attrarre sponsor che continua a rappresentare un patrimonio importante. Tuttavia, la dimensione commerciale non cancella le difficoltà sportive.

MANCHESTER, INGHILTERRA - 3 NOVEMBRE: I tifosi del Manchester United lasciano volare dei palloncini per protestare contro la proprietà del club, prima della partita della 4ª giornata della fase a girone unico della UEFA Champions League 2026/27 tra Manchester United e AS Roma, disputata all'Old Trafford il 3 novembre 2026 a Manchester, in Inghilterra. (Foto di Michael Regan/Getty Images)

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L'ambiente a Old Trafford resta di forte tensione soprattutto per la contestazione della tifoseria nei confronti della gestione societaria, proseguita anche durante la recente sfida con la Roma, e queste parole non sembrano tranquillizzare l'ambiente in un momento complicatissimo.

Glazier sembra convinto che la storia, il prestigio e la popolarità internazionale del club costituiscano una garanzia sufficientemente solida. Ma il paragone con Yankees e Cowboys non convince necessariamente tutti, essendo il Manchester United non solo un marchio globale, ma una società calcistica la cui identità è legata alla competizione, ai trofei e alle ambizioni dei propri tifosi. Proprio qui nasce il paradosso della proprietà americana: si può continuare a essere un gigante commerciale, ma per i suoi sostenitori il vero successo resta quello che si conquista sul terreno di gioco.

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