Mbappè tra calcio e vita quotidiana:"Noi giocatori dobbiamo avere la libertà di parola"
Kylian Mbappè sta vivendo una fase estremamente complicata al Real Madrid. Il talento francese è al centro delle polemiche da diversi mesi non solo per il suo rendimento sul campo, ma anche su alcune azioni extra-campo. In un ambiente esigente come quello dei Blancos, ogni gesto assume un enorme peso. A proposito della figura del calciatore in una società, il numero 10 del Real, ha rilasciato un'intervista ai canali di Vanity Fair.
Il Mondiale 2026
Tra i tanti temi affrontati, c'è stato anche il prossimo Mondiale che si disputerà nel Nord America. L'ex Paris Saint-Germain ha voluto sottolineare come il luogo dello svolgimento della competizione più importante per la nazionale, non è di sua competenza riponendo massima fiducia negli organi della FIFA:" Non è di mia competenza entrare in certi meccanismi, se hanno deciso di giocarlo in questi Peasi e perchè sanno che non ci saranno probemi. Mi fido delle istituzioni. Se lo dovessero chiedere a me, probabilmente ci sarebbero delle sorprese e non so se questo sia un bene o un male. Non sono io a dover decidere dove disputare un Campionato Mondiale, devo pensare solo a difendere i miei colori e dare il massimo per la mia Nazione".
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Il diritto di esporsi secondo Kylian Mbappè
Mbappè si è anche soffermato sulla questione elezioni del 2024, un momento che aveva provocato alcuni malumori all'interno dello spogliatoio della Nazionale. Il talento ha sottolineato di sentire il bisogno di dire la sua pubblicamente, accantonando l'idea che un giocatore debba limitarsi al rettangolo verde:"Quel momento lì ci ha lasciato senza parole. Siamo anche noi cittadini e in quanto tali abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione. Per me un giocatore non deve solo pensare al calcio, ma queste questioni fanno parte della vita quotidiana. La gente pensa che, siccome siamo famosi e abbiamo soldi, non ci importi di quello che succede nel nostro Paese, e questo mi fa davvero male".L'attaccante ha parlato anche delle continue critiche che colpiscono i giocatori francesi, lanciando qualche frecciatina alla comunità:" Questa è tutta una questione di cultura, ai francesi piace davvero tanto lamentarsi e creare polemiche anche quando non esistono. Siamo francesi. Credo che un Francese sia più felice quando è triste, può sembrare un paradosso, ma questa è la verità. Ma in questa situazione mi ci metto anche io: sono francese e ho queste caratteristiche! Spero che la nuova generazione possa cambiare in qualche modo questa mentalità, lo stanno facendo e spero che presto arrivi una svolta".
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