DerbyDerbyDerby Calcio Estero ESCLUSIVA - Argentina, Mendez lancia l'allarme: "Messi è sempre determinante, ma c'è un problema..."

ESCLUSIVA - Argentina, Mendez lancia l'allarme: "Messi è sempre determinante, ma c'è un problema..."

Stefano Sorce
Juan Pablo Mendez, giornalista di Olé, analizza in esclusiva per DerbyDerbyDerby il momento dell'Argentina: da Messi fino al match con la Svizzera

L'Argentina continua a vincere e Lionel Messi continua a fare Lionel Messi. Ma dietro un cammino che ha riportato l'Albiceleste tra le migliori otto del Mondiale 2026 si nascondono anche alcune crepe che potrebbero pesare nella corsa al titolo. La rimonta contro l'Egitto, guidata ancora una volta dal numero 10 dopo il rigore fallito, ha confermato la straordinaria capacità della Selección di reagire nei momenti più difficili, ma ha anche evidenziato problemi difensivi che non possono più essere ignorati.

Ora all'orizzonte c'è il quarto di finale contro la Svizzera, una sfida che rappresenterà un banco di prova fondamentale per capire se la squadra di Lionel Scaloni potrà davvero difendere il titolo conquistato in Qatar. Per analizzare il momento dell'Argentina, DerbyDerbyDerby ha intervistato in esclusiva Juan Pablo Mendez, giornalista del quotidiano argentino Olé.

Messi trascina, ma l'Argentina deve risolvere un problema

Per Mendez, nonostante Messi continui a essere il punto di riferimento tecnico ed emotivo della Nazionale, l'Argentina ha già dimostrato di poter vincere anche senza dipendere esclusivamente dal suo capitano. "La squadra ha già dimostrato, con il 4-1 rifilato al Brasile nelle qualificazioni, di poter vincere anche senza dipendere esclusivamente da Messi", spiega il giornalista argentino. Allo stesso tempo, però, invita a non abbassare la guardia: "La realtà è che ci sono ancora debolezze importanti in difesa e nelle transizioni all'indietro", un aspetto che, secondo lui, potrebbe diventare decisivo con l'aumentare del livello degli avversari.

Anche l'episodio del rigore sbagliato contro l'Egitto racconta molto del Messi di oggi. Per Mendez quella partita ha mostrato sia il lato più umano del fuoriclasse argentino sia la sua incredibile capacità di reagire nei momenti di maggiore pressione. "Ha mostrato entrambe le cose. È riuscito a reagire immediatamente ed è stato determinante sotto una pressione altissima", afferma il giornalista di Olé. L'unico interrogativo che rimane aperto riguarda il futuro dal dischetto: "Il dubbio è se tornerà a calciare i rigori".

Se l'Argentina continua a vincere, è altrettanto vero che concede più occasioni e più reti rispetto al passato. Mendez attribuisce questa situazione a una perdita di solidità difensiva. "L'Argentina concede gol perché non ha più la stessa solidità difensiva", spiega, entrando poi nel dettaglio delle criticità emerse nelle ultime uscite. "Lisandro Martínez è stato coinvolto nei due gol subiti, Molina non copre bene la propria fascia e la squadra continua a soffrire sui cross provenienti dalle corsie laterali", elementi che potrebbero pesare contro avversari di livello sempre più elevato.

BUENOS AIRES, ARGENTINA - 31 MARZO: Lionel Messi dell'Argentina esulta dopo aver segnato il secondo gol della sua squadra durante l'amichevole internazionale tra Argentina e Zambia, disputata all'Estadio Alberto J. Armando il 31 marzo 2026 a Buenos Aires, Argentina. (Foto di Marcelo Endelli/Getty Images)

Scaloni e gli attaccanti: cosa serve all'Argentina per continuare a sognare

L'eventualità che questo possa essere l'ultimo Mondiale di Messi, invece, non viene vissuta come un peso all'interno dello spogliatoio. Per Mendez si tratta di una situazione del tutto naturale. "Messi trasmette fiducia grazie alla sua qualità e alla sua aura. Non credo che questo rappresenti una pressione aggiuntiva per il gruppo", sottolinea, evidenziando come la figura del capitano continui a essere soprattutto un fattore positivo per tutta la Selección.

E se l'Argentina dovesse conquistare un altro titolo mondiale? Per il giornalista argentino sarebbe difficile separare i meriti individuali da quelli collettivi. "Sarebbe qualcosa di molto simile a quanto accaduto in Qatar. È difficile distinguere il contributo di Messi da quello della squadra: lui è sempre determinante e la sua eredità resterà viva indipendentemente dal risultato finale", osserva Mendez, convinto che il lascito del numero 10 vada ormai oltre qualsiasi trofeo.

Guardando al quarto di finale contro la Svizzera, Mendez non si aspetta rivoluzioni tattiche da parte di Lionel Scaloni. "Non cambierà il suo stile di gioco, basato sul possesso palla e sulla costruzione della manovra", spiega. Piuttosto, secondo il giornalista argentino, il commissario tecnico dovrà concentrarsi su un aspetto ben preciso: "Dovrà lavorare per rafforzare la fase difensiva", considerata la priorità assoluta per continuare a inseguire il sogno iridato.

Infine, il focus si sposta sui giocatori chiamati a fare un salto di qualità nella fase decisiva del torneo. Per Mendez, "Lautaro Martínez finora non ha dato quanto ci si aspettava da lui", mentre "anche da Julián Álvarez ci si aspettano più gol". Due attaccanti che, secondo il giornalista di Olé, potrebbero rivelarsi determinanti per alimentare il sogno mondiale dell'Argentina.