DerbyDerbyDerby Calcio Estero Messico, i festeggiamenti finiscono in tragedia: 2 morti nella capitale

Messico, i festeggiamenti finiscono in tragedia: 2 morti nella capitale

Danilo Loda
Un milione di persone in strada per una qualificazione che si è trasformata in tragedia. Il bilancio parla di due vittime per asfissia e decine di contusi

Martedì sera allo Stadio Azteca si è fatta la storia. Il Messico ha battuto l’Ecuador 2-0, volando agli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Non era una vittoria qualunque: i tifosi aspettavano questo momento da quarant'anni. Potete solo immaginare cosa sia successo nelle strade subito dopo il fischio finale. Più di un milione di persone si è riversata nel cuore della capitale, invadendo la zona intorno all'Angelo dell'Indipendenza. Bandiere, cori, caroselli. Una marea umana incontenibile.

Ma quando i numeri diventano così monumentali, basta una scintilla per far crollare tutto. Nelle prime ore di mercoledì, quel sogno a occhi aperti si è spezzato.

Quei fuochi d'artificio e la trappola umana

Secondo i racconti di chi era lì, a scatenare il panico è stato lo scoppio improvviso di alcuni fuochi d'artificio in mezzo alla folla. La paura ha preso il sopravvento, qualcuno ha iniziato a correre e in pochi secondi è scattata la calca. Nella ressa la gente ha cominciato a cadere, calpestata da chi cercava disperatamente una via d'uscita.
Il bilancio ufficiale fa male: una ragazza di soli 19 anni e un uomo di 44 hanno perso la vita per asfissia. Fonti locali, come il quotidiano El Universal, dicono che le vittime appartenessero alla stessa famiglia, il che rende questa storia ancora più straziante. I soccorritori hanno tentato l'impossibile, praticando il massaggio cardiaco direttamente sul marciapiede, in mezzo al caos, prima di correre in ospedale. Purtroppo non c'è stato nulla da fare.

Ci sono voci, non ancora confermate, che parlano di una terza persona deceduta. Nel frattempo, le ambulanze hanno dovuto fare gli straordinari per medicare decine di tifosi feriti, per fortuna in modo lieve, rimasti intrappolati in quella trappola di cemento e magliette verdi.

Messico, una gestione che non ha retto l'onda d'urto: 2 i morti accertati

La parte più amara della vicenda sta forse nei comunicati ufficiali che rimbalzavano mentre la situazione precipitava. Nelle stesse ore, la segreteria del governo cittadino diffondeva note di compiacimento, parlando di "un'atmosfera pacifica, ordinata e festosa" e di famiglie che si stavano divertendo davanti ai maxischermi.
Nessuno scontro tra tifosi, sia chiaro. Non è stata la violenza a uccidere. È stata la gestione degli spazi davanti a un'affluenza semplicemente fuori controllo. Ora le autorità hanno aperto un'indagine per capire cosa sia andato storto nella macchina della sicurezza. Resta il fatto che oggi il Messico si sveglia con un biglietto per gli ottavi in tasca, ma con il cuore spezzato per le tragiche morti che nessuno potrà dimenticare.