DerbyDerbyDerby Calcio Estero Mondiale, Materazzi torna su Zidane: "Non sono un santo, ma non lo è nemmeno lui"

Mondiale, Materazzi torna su Zidane: "Non sono un santo, ma non lo è nemmeno lui"

Francesco Di Chio
Marco Materazzi è tornato a parlare dell'episodio che lo ha visto protagonista insieme a Zidane nella finale del mondiale 2006.

Il Mondiale americano è ormai arrivato alla fase più emozionante, con i quarti di finale alle porte. In questi giorni stiamo assistendo a sfilate di ex campioni protagonisti delle passate edizioni della competizione. Tra questi, Marco Materazzi, uno degli eroi della vittoria dell'Italia nel 2006. L'ex difensore è tornato a parlare della testata ricevuta da Zidane, in occasione della finalissima contro la Francia.

Materazzi: "Se Zidane mi avesse stretto la mano la questione sarebbe finita li"

BERLINO, GERMANIA – 9 luglio 2006: Marco Materazzi (n. 23 dell'Italia) viene atterrato da Zinedine Zidane (n. 10 della Francia) mentre contende il pallone durante la finale della Coppa del Mondo FIFA Germania 2006 tra Italia e Francia, disputata allo Stadio Olimpico il 9 luglio 2006 a Berlino, in Germania. (Foto: Sandra Behne/Bongarts/Getty Images)

Marco Materazzi si è ritagliato un posto nell'olimpo dei protagonisti della Coppa del Mondo. Il calciatore ex Inter si ritrovò titolare al posto di uno sfortunato Nesta, e si rivelò l'arma in più della nazionale di Marcello Lippi. Il suo nome è rimasto scolpito nella storia del Mondiale del 2006, anche per l'episodio più controverso di quel torneo. Fu lui infatti a ricevere la famosa testata da Zidane, che costò al francese un'espulsione in una delle gare più importanti della sua vita.

L'ex difensore è tornato a parlare di quell'episodio ai microfoni de L'Equipe. "Non sono un santo, ma non lo è nemmeno Zidane, visto che non era il suo primo fallo. Ricordate la sua espulsione nel 1998? Ma, per me, queste cose restano in campo". L'ex calciatore ha poi ha aggiunto: "Sarebbe stato un bel gesto da parte sua stringermi la mano dopo la partita, e la questione si sarebbe chiusa lì. Io avrei avuto ancora di più da perdere, perché sarei stato dipinto come il colpevole, sarei rimasto il cattivo, e lui sarebbe diventato l'eroe".

"Non aspettarmi la testata è stato decisivo"

Il difensore ha poi spiegato come non sapere ciò che stava per accadere sia stato un vantaggio: "Non aspettarmi la sua testata è stato in realtà un vantaggio, perché se l'avessi sentita arrivare, avrei fatto un gesto con la mano, ad esempio, per spingerlo via, e penso che l'arbitro ci avrebbe espulsi entrambi". Poi continua: "Non ho dubbi al riguardo. Dato che non me l'aspettavo, il mio corpo non era irrigidito, quindi non mi sono fatto male, perché una testata così forte avrebbe potuto causare lesioni".

Poi l'attesa di quel cartellino: "Quando ero a terra, aspettavo che venisse espulso. E a dire il vero, non mi sarei rialzato finché non fosse successo. Nessuno in campo l'aveva visto, tranne Buffon . Sarebbe potuta finire undici contro undici o dieci contro dieci. Quindi, abbiamo avuto dieci minuti in superiorità numerica; abbiamo cercato di non correre rischi". Nonostante ciò, il calciatore sapeva di avere davanti un avversario fortissimo, anche in inferiorità numerica: "Ho toccato l'ultimo pallone della partita, allontanando di testa un cross in area il più lontano possibile. È stato un sollievo, non mi vergogno a dirlo perché sapevo che la Francia poteva farci male anche in dieci uomini. Sono entrati Trezeguet e Wiltord, dovevamo stare attenti fino alla fine".