Mondiale, Materazzi torna su Zidane: "Non sono un santo, ma non lo è nemmeno lui"
Il Mondiale americano è ormai arrivato alla fase più emozionante, con i quarti di finale alle porte. In questi giorni stiamo assistendo a sfilate di ex campioni protagonisti delle passate edizioni della competizione. Tra questi, Marco Materazzi, uno degli eroi della vittoria dell'Italia nel 2006. L'ex difensore è tornato a parlare della testata ricevuta da Zidane, in occasione della finalissima contro la Francia.
Materazzi: "Se Zidane mi avesse stretto la mano la questione sarebbe finita li"
Marco Materazzi si è ritagliato un posto nell'olimpo dei protagonisti della Coppa del Mondo. Il calciatore ex Inter si ritrovò titolare al posto di uno sfortunato Nesta, e si rivelò l'arma in più della nazionale di Marcello Lippi. Il suo nome è rimasto scolpito nella storia del Mondiale del 2006, anche per l'episodio più controverso di quel torneo. Fu lui infatti a ricevere la famosa testata da Zidane, che costò al francese un'espulsione in una delle gare più importanti della sua vita.
L'ex difensore è tornato a parlare di quell'episodio ai microfoni de L'Equipe. "Non sono un santo, ma non lo è nemmeno Zidane, visto che non era il suo primo fallo. Ricordate la sua espulsione nel 1998? Ma, per me, queste cose restano in campo". L'ex calciatore ha poi ha aggiunto: "Sarebbe stato un bel gesto da parte sua stringermi la mano dopo la partita, e la questione si sarebbe chiusa lì. Io avrei avuto ancora di più da perdere, perché sarei stato dipinto come il colpevole, sarei rimasto il cattivo, e lui sarebbe diventato l'eroe".
"Non aspettarmi la testata è stato decisivo"
Poi l'attesa di quel cartellino: "Quando ero a terra, aspettavo che venisse espulso. E a dire il vero, non mi sarei rialzato finché non fosse successo. Nessuno in campo l'aveva visto, tranne Buffon . Sarebbe potuta finire undici contro undici o dieci contro dieci. Quindi, abbiamo avuto dieci minuti in superiorità numerica; abbiamo cercato di non correre rischi". Nonostante ciò, il calciatore sapeva di avere davanti un avversario fortissimo, anche in inferiorità numerica: "Ho toccato l'ultimo pallone della partita, allontanando di testa un cross in area il più lontano possibile. È stato un sollievo, non mi vergogno a dirlo perché sapevo che la Francia poteva farci male anche in dieci uomini. Sono entrati Trezeguet e Wiltord, dovevamo stare attenti fino alla fine".
© RIPRODUZIONE RISERVATA