DerbyDerbyDerby Calcio Estero Mondiali 2026: Il Messico dichiara guerra ai cori omofobi, parte la campagna "Hola"
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Mondiali 2026: Il Messico dichiara guerra ai cori omofobi, parte la campagna "Hola"

Danilo Loda
La Federcalcio Messicana contro gli insulti discriminatori

La pressione aumenta e il conto alla rovescia è quasi terminato. A meno di un mese dal calcio d'inizio del torneo più atteso del pianeta, la Federazione calcistica del Messico (FMF) ha deciso di scendere in campo in prima linea per risolvere una piaga che da troppi anni macchia l'immagine del tifo nazionale. Co-organizzatore della manifestazione insieme a Stati Uniti e Canada, il Paese centromericano ha un disperato bisogno di ripulire la propria reputazione sugli spalti. Per questo motivo, la federazione ha lanciato ufficialmente una massiccia campagna di sensibilizzazione sociale. L'obiettivo è chiarissimo: il Messico chiede "più 'hola'" e stop ai cori omofobi ai Mondiali del 2026.

L'iniziativa, ribattezzata in modo emblematico "Hola – sì, cori omofobi – no!", punta a sostituire gli insulti discriminatori con la storica e spettacolare "onda messicana". Il celebre movimento coordinato sugli spalti divenne un fenomeno globale proprio durante l'edizione dei Mondiali del 1986 disputata in Messico. "Questa campagna mira a incoraggiare i tifosi a sostenere la nazionale messicana con un saluto con la mano, e non con cori che sono soggetti a sanzioni FIFA", ha spiegato l'organo federale attraverso una nota ufficiale. L'obiettivo primario dei vertici del calcio messicano è quello di evitare squalifiche o penalizzazioni che rovinerebbero la festa in casa.

I precedenti e il fantasma delle sanzioni FIFA

La necessità di questa campagna affonda le radici in un'abitudine radicata e decisamente tossica. Il famigerato coro "eeeeeee, puto" (un insulto rivolto in modo esplicito alla comunità omosessuale) viene intonato tradizionalmente dai sostenitori messicani all'indirizzo del portiere avversario ad ogni rinvio dal fondo. Nato nei campionati locali nel lontano 2004, questo comportamento discriminatorio ha tristemente travalicato i confini nazionali, venendo udito distintamente sia durante i Mondiali del 2014 in Brasile, sia nell'edizione del 2018 in Russia.

In quell'occasione, la FIFA usò il pugno di ferro punendo la FMF con una multa di circa 10.000 euro per i cori intonati durante la storica partita contro la Germania. Con lo spettro di sanzioni ben più severe all'orizzonte – che quest'anno potrebbero includere la perdita di punti a tavolino o partite a porte chiuse – il paese ospitante vuole evitare ulteriori sanzioni da parte della FIFA.

Argentina v Mexico: 2010 FIFA World Cup - Round of Sixteen

Javier Aguirre CT del Messico (Foto di Richard Heathcote/Getty Images)

Per dare massima risonanza al messaggio, la federazione ha arruolato i volti più iconici del calcio nazionale. Il piano è sostenuto apertamente dal commissario tecnico della Tricolor, Javier Aguirre, e da leggende indiscusse del calibro di Hugo Sánchez, uniti nel chiedere ai propri tifosi una netta maturazione culturale.

Messico, i test match prima del debutto ai Mondiali 2026

Mentre la campagna di sensibilizzazione entra nel vivo, la squadra prosegue la marcia d'avvicinamento sul rettangolo verde. Il Messico testerà il proprio livello di preparazione in tre amichevoli cruciali: contro il Ghana, l'Australia il 30 maggio e infine la Serbia il 4 giugno. Saranno questi i banchi di prova definitivi prima del grande debutto nella fase a gironi dei Mondiali, dove il Messico farà gli onori di casa nella sfida d'apertura contro il Sudafrica. I seguenti impegni saranno contro Corea del Sud e la Repubblica Ceca. La speranza di tutto il Paese è che a fare rumore in quelle calde notti d'estate sia solo lo spettacolo dello sport, e non l'eco dell'intolleranza.