Pallone d'Oro, ci siamo: chi lo vince a parità di voti?
Il Pallone d'Oro sta per essere assegnato e l'attesa è quasi finita. A contendersi il premio più ambito sono tantissimi fuoriclasse che rendono la cerimonia molto più incerta rispetto alle precedenti. Proprio in una situazione così equilibrata, il rischio di un ex aequo non è completamente da escludere. Meglio conoscere quali sarebbero, in tal caso, le procedure per l'assegnazione del riconoscimento.
Pallone d'Oro, e se ci fosse parità? Spuntano le preferenze secche e un "primus inter pares"
Lamine Yamal, Kylian Mbappé, Harry Kane partono in primissima fila per ragioni diversissime e piuttosto note. Il Mondiale e la stagione trionfale del Barcellona per il primo, le statistiche fuori dal comune per gli altri due sono degli ottimi biglietti visita. Eppure, potrebbero non bastare. Almeno non difronte alla agguerritissima concorrenza. L'annata spettacolare di Kvaratshkelia col PSG, conclusa dal tremendo recentissimo infortunio va indubbiamente considerata. Al tempo stesso, il Mondiale da leader e trascinatore giocato da Lionel Messi può rimescolare le carte in tavola.
Chi ha organizzato la cerimonia non ha escluso affatto la possibilità di un arrivo a pari punti che, come si è detto, rimane alta. Nella cerimonia che si terrà a Londra e non a Parigi, per commemorare i 70 anni dal primo vincitore di nazionalità inglese, si potrebbe ricorrere alle "preferenze secche" o alla preferenza di una sola persona. Intanto, però, ricordiamo che sono 100 i giornalisti che votano il Pallone d'Oro, ciascuno rappresentante i primi 100 Paesi del ranking FIFA. Attribuiscono 15, 12, 10 punti rispettivamente a primo, secondo e terzo classificato. Quindi 8, 7, 5, 4, 3, 2, 1 a scalare. Naturalmente, vince chi raccoglie più punti.
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