Papà Tresoldi: "Il sogno di mio figlio è indossare la maglia del Milan. Inter? Non so se accetterebbe"
Questa sera, alle 21:00, Nicolò Tresoldi giocherà per la prima volta nella sua, ancora breve, carriera a San Siro contro l'Inter in quello che, a tutti gli effetti, è un derby. Infatti, il gioiellino classe 2004 ha sempre affermato di essere tifosissimo del Milan, come confermato dal papà in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui ha toccato anche la scelta difficile tra Germania e Italia.
Il sogno di Tresoldi
Al Brugge dal 2025, Tresoldi ha il gol nel sangue, come testimoniano le 59 reti realizzate in carriera tra Zweite Bundesliga, Jupiler Pro League, Champions League e Nazionale Under 21 tedesca. D'altronde, non poteva che essere così essendosi: "Innamorato di Kakà, Inzaghi, Pato e non c’è stato verso di fargli cambiare idea".
Come ribadito a più riprese dall'esplosione in Belgio, l'attaccante è da sempre tifoso del Milan e non esclude che sia un sogno poter vestire i colori rossoneri, come detto dal papà: "Il suo sogno è indossare la maglia del Milan. E se chiamasse l'Inter? Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere".
Nazionale sempre più lontana
Tresoldi è cresciuto in Italia e nel settore giovanile del Fontanelle, ma a 13 anni si è trasferito con la famiglia in Germania e, più precisamente, ad Hannover dove è entrato all'interno del club, fino a esordire in prima squadra a 18 anni. La Nazionale Under 21 tedesca lo ha corteggiato e, nel 2023, ha debuttato diventando, nel corso degli anni, il volto più riconoscibile della squadra a suon di gol e con la fascia da capitano al braccio. A tal proposito, queste sono le parole del papà Emanuele: "Ha promesso al ct tedesco dell’Under 21 che avrebbe completato il ciclo: può battere i record realizzativi di categoria, visto che gli mancano 2 gol. Dopo l’Europeo si vedrà: speriamo intanto che si confermi ad alti livelli".
Georgia v Germany - UEFA Under21 EURO Qualifier
Se Jurgen Klopp si è fatto sentire: "come era normale che fosse", la fiducia che la Federazione teutonica gli ha mostrato può essere decisiva ai fini della scelta finale. In questo modo, il dispiacere di non vestire i colori azzurri sarebbe meno impattante: "Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato".
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