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Paraguay: scontri e partita sospesa tra Olimpia e Cerro Porteño

Danilo Loda
Danilo Loda
La festa del calcio paraguaiano finisce nel peggiore dei modi. Al 29° minuto, i violenti scontri scoppiati sugli spalti hanno costretto l'arbitro a sospendere la gara,
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Domenica 19 aprile 2026 resterà una data buia per il calcio sudamericano. Allo stadio Defensores del Chaco di Asunción, la sfida tra i due club più prestigiosi del Paese, attesa per mesi da migliaia di sostenitori, è durata meno di mezz'ora. Gli scontri durante il match Olimpia Cerro Porteño sono improvvisamente scoppiati nel cuore della tribuna nord, travolgendo ogni protocollo di sicurezza e trasformando l'entusiasmo in puro terrore.

La polizia ha deciso di caricare i tifosi nel tentativo di sedare i focolai di violenza che divampavano tra i seggiolini. Tuttavia, l'uso massiccio di gas lacrimogeni e granate stordenti non ha fatto altro che peggiorare la situazione, trasformando l'impianto sportivo in una trappola soffocante e priva di vie d'uscita sicure. L'arbitro, dopo aver osservato il fumo denso invadere il rettangolo di gioco e aver constatato l'impossibilità di proseguire, ha interrotto definitivamente la partita per tutelare l'incolumità dei calciatori e dei presenti.

Scontri Olimpia Cerro Porteño: feriti e terrore

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Le cronache locali e i testimoni oculari riportano immagini drammatiche che fanno rapidamente il giro del mondo. In mezzo ai tafferugli più accesi, un agente di polizia ha perso conoscenza dopo aver ricevuto un colpo ed essere caduto a terra. L'agente è stato poi letteralmente sommerso dalla folla in rivolta. In un raro momento di civiltà, alcuni spettatori pacifici del Cerro Porteño hanno formato un cordone umano attorno all'uomo svenuto. Gli stessi gli hanno prestato i primi soccorsi, proteggendolo da ulteriori aggressioni fino all'arrivo dei paramedici.

Il bilancio medico complessivo desta un forte e giustificato allarme tra le autorità. I medici dell'ospedale di Barrio Obrero hanno prestano cure immediate a circa venti persone. Ma il numero dei pazienti è aumentato col passare delle ore man mano che i tifosi abbandonavano l'area dello stadio. Una donna incinta all'ottavo mese è finita in terapia d'urgenza per una grave crisi respiratoria. La futura madre, infatti, ha avuto difficoltà a respirare dopo aver inalato i gas chimici lanciati durante gli scontri. Parallelamente, un altro giovane di soli vent'anni è finito in ospedale a seguito di ferita riconducibile a un'arma da fuoco. Un dettaglio che aggrava enormemente il quadro di una serata totalmente fuori controllo.

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La fuga sul campo e le reazioni del Governo

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Per sfuggire alla violenza cieca, centinaia di famiglie con bambini hanno scavalcato le recinzioni e invaso il rettangolo verde, cercando aria respirabile lontano dai settori più caldi. In questo scenario desolante, molti sostenitori dell'Olimpia hanno offerto spontaneamente riparo e acqua ai rivali nei settori più tranquilli dello stadio. Un barlume di umanità in una giornata che non ha nulla a che fare con i valori dello sport.

Il Consiglio nazionale per la sicurezza, organo diretto del Ministero dell'Interno, ha condannato duramente l'accaduto con una nota ufficiale. Il Governo promette sanzioni severissime contro i gruppi organizzati e di avviare immediatamente le indagini video per identificare i responsabili materiali dei disordini. Gli scontri durante Olimpia Cerro Porteño lasciano una ferita profonda nel tessuto sociale del Paese: oggi il Paraguay non commenta i risultati sportivi, ma interroga con rabbia le proprie istituzioni sulla gestione della sicurezza pubblica durante i grandi eventi.