Argentina, l'incubo di Matias Pourrain: arrestato e rilasciato dopo tre settimane
Matias Pourrain, giocatore del Miami United, ha dovuto giocare una "partita" molto più delicata di quella su un campo da calcio. Il classe '92 si trovava all'aeroporto di Fort Lauderdale con i suoi compagni pronto a partire per Los Angeles per giocare le semifinali di un torneo. Poco prima dell'imbarco, due agenti in borghese dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) lo hanno intercettato, separato dal gruppo e, senza dargli molte spiegazioni, lo hanno arrestato. Da quel momento è iniziato un vero incubo che lo stesso giocatore ha voluto raccontare.
L'inferno vissuto da Matias Pourrain: "Ho perso molti chili"
Nel giro di pochi secondi la vita di Matias Pourrain ha rischia di prendere davvero una brutta piega. Il giocatore argentino, militante nel Miami United, stava per imbarcarsi con i suoi compagni per un torneo quando in un colpo è stato arrestato da due agenti in borghese. Quell'arresto, avvenuto il 6 agosto, ha segnato l'inizio di un incubo per il calciatore argentino di 34 anni durato tre settimane, nel corso delle quali è stato spostati in ben tre centri di detenzione prima di essere rilasciato su cauzione di 20.000 dollari.Sul grande momento di paura è intervenuto lo stesso Pourrai che, nelle ultime ore, ha voluto raccontare in prima persona tutto quello che ha vissuto in quelle interminabili tre settimane: "Ho perso molto peso, parecchio. Ovviamente, devo anche ritrovare il ritmo, la forza e altre cose. E poi, mentalmente, ho bisogno di riprendermi e ritrovare la calma, riabituarmi alla routine quotidiana. Vengo da giorni di forte stress, molta ansia e momenti davvero difficili".
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Come riportato dal quotidiano Tyc Sport, il giocatore dovrà portare il braccialetto elettronico almeno fino al 14 settembre, giorno in cui il giocatore avrà un nuovo incontro con il giudice nel quale verrà deciso se potrà tornare a muoversi liberamente e senza più restrizioni. Nel frattempo, il giocatore è tornato alla sua quotidianità ma con ancora la paura per ciò che ha vissuto.
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