DerbyDerbyDerby Calcio Estero Proiettili e teste di maiale, ecco la sentenza per le minacce alla famiglia Di Maria

Proiettili e teste di maiale, ecco la sentenza per le minacce alla famiglia Di Maria

Samuele Dello Monaco
Nel 2024 Di Maria fu minacciato da dei tifosi del Newell's Old Boys: i responsabili cercarono di convincerlo a non tornare al Rosario Central

Il tribunale di Rosario ha condannato un tifoso ultras del Newell’s Old Boys per aver minacciato Angel Di Maria e la sua famiglia nel marzo del 2024, nel tentativo di spaventare l’ex giocatore del PSG e convincerlo di non fare ritorno in Argentina per giocare nel Rosario Central, nemica storica e concittadina del Newell. La vicenda, che aveva già fatto molto discutere all’epoca dei fatti per la gravità delle minacce, arriva dunque a una svolta giudiziaria significativa: i trenta mesi di attesa dovuti alle indagini confermano la profondità del lavoro svolto dalla giustizia argentina, fin dalle prime fasi di ricerca condotta sul territorio di Rosario, per rilasciare una sentenza quanto più congrua possibile con l'accaduto.

Di Maria, finalmente la sentenza per il responsabile delle minacce alla famiglia

Il responsabile, Sergio Di Vanni, è stato condannato a sette anni e mezzo di reclusione per aver ordinato atti di intimidazione contro la famiglia del campione del mondo. L’obiettivo, secondo quanto riportato nella sentenza a cui ha avuto accesso l’AFP, era dissuadere Di Maria dal tornare dall’Europa per giocare nel Rosario Central. All’epoca dei fatti, nel marzo 2024, il centrocampista vestiva ancora la maglia del Benfica, ma stava valutando un ritorno al club in cui era cresciuto calcisticamente: il trasferimento si è poi concretizzato nel corso del 2025.
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Proiettili e una testa di maiale

Rosario Central e Newell’s Old Boys, squadra in cui ha militato da bambino anche Lionel Messi, sono le due principali rivali storiche della città, la terza più grande del Paese. Le minacce documentate dal tribunale includevano colpi d’arma da fuoco accompagnati da messaggi intimidatori nei pressi del complesso residenziale di Funes, alla periferia di Rosario, dove Di Maria possiede una casa. Davanti all'agenzia immobiliare gestita dalla sorella del calciatore era stata lasciata una testa di maiale con un proiettile in fronte, accompagnata da un biglietto che minacciava esplicitamente la figlia del giocatore, Pia, qualora fosse tornato a giocare nel Rosario Central.

Minacce da oltre 2mila euro

Oltre a Di Vanni, una donna di 25 anni (considerata complice) era già stata condannata a giugno a tre anni e mezzo di reclusione dopo essersi dichiarata colpevole. Una terza persona si trova tuttora in custodia cautelare. Secondo l’accusa, i due condannati avrebbero ricevuto un compenso di 4 milioni di pesos, circa 2.300 euro, per compiere queste azioni, inserite nel contesto delle lotte di potere interne al gruppo ultras del Newell’s Old Boys. La condanna di Di Vanni risulta inoltre legata ad altri reati connessi al suo coinvolgimento nel gruppo.

ROSARIO, ARGENTINA - 13 AGOSTO: Angel di Maria del Rosario Central compete per la palla con Matheus Bidu dei Corinthians durante una partita della prima tappa della CONMEBOL Copa Libertadores 2026 di 16 tra Rosario Central e Corinthians all'Estadio Gigante de Arroyito il 13 agosto 2026 a Rosario, Argentina. (Foto di Marcelo Endelli/Getty Images)

Dopo aver ricevuto le minacce, Di Maria aveva inizialmente deciso di rinunciare a giocare in Argentina per tutelare la propria famiglia. Alla fine, però, cambiò idea: a 38 anni è diventato un giocatore chiave del Rosario Central nelle ultime due stagioni, culminate con la vittoria del campionato alla fine del 2025.

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