DerbyDerbyDerby Calcio Estero Real Madrid, Mourinho: "Mi spiace vedere i tifosi fischiare Vinicius: lavora sempre per tornare al top"

Real Madrid, Mourinho: "Mi spiace vedere i tifosi fischiare Vinicius: lavora sempre per tornare al top"

Samuele Dello Monaco
Presentando la sfida con il Villarreal, Mourinho ha parlato così della situazione di Vinicius: ecco le sue dichiarazioni

Quando il mare si fa grosso, il comandante non resta a guardare: scende sul ponte e si mette tra l’onda e l’equipaggio. Così, alla vigilia della sfida di Liga contro il Villarreal, José Mourinho ha scelto di presentarsi in conferenza e schierarsi a difesa di Vinicius, finito nel mirino dei propri tifosi per un periodo di appannamento e perennemente bersagliato dai fischi avversari.

Vinicius, le difficoltà di chi vuole tornare a incidere

Il tecnico portoghese ha spiegato che a farlo riflettere non è tanto il calo del brasiliano quanto la sua causa: “Ciò che mi fa male, ciò che mi rattrista”, ha dichiarato, “è capire che lui vuole essere al massimo, che vuole essere quello che decide le partite e fa la differenza”. Mourinho ha poi aggiunto di percepire un dolore reale, ma anche una dedizione fuori dal comune: “È straordinario, mi ha sorpreso la sua voglia di lavorare per tornare al top”.

Nessun attacco frontale alla piazza, però: “Non critico mai la tifoseria del Real Madrid, la rispetto soltanto”, ha precisato lo Special One, prima di rivelare: "Mi spezza il cuore vedere un ragazzo, che in questo momento non è esattamente il Vinícius 'fuori dal mondo' che conosciamo, che non viene sostenuto dai suoi tifosi”. La chiamata ai tifosi è arrivata in chiusura: “Si merita sostegno. Non desidera altro che essere il Vinicius che ha regalato tanta gioia al Real”.

La sconfitta del Real contro l'Atletico

Spazio anche al recente derby contro l’Atletico Madrid, sul quale Mourinho ha ribadito le proprie critiche alla direzione arbitrale, pur ammettendo la necessità di concentrarsi su ciò che la squadra può controllare. La pausa per le nazionali, ha raccontato, è servita a rivedere ogni dettaglio: “Ho trascorso due o tre giorni di fila cercando di analizzare tutti i possibili dettagli”. Il verdetto, però, non è cambiato: “L'arbitraggio non è sotto il mio controllo, perché quella partita si sarebbe dovuta giocare 9 contro 11”.
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