Argentina, la risposta di Scaloni alle accuse: "Nel calcio non esiste il concetto di aiuto"
Lionel Scaloni rompe il silenzio e risponde con decisione alle polemiche che, nelle ultime settimane e non solo, hanno accompagnato il cammino dell'Argentina in questo Mondiale. Dopo le accuse di presunti favoritismi arbitrali e di un percorso agevolato rivolte all'Albiceleste soprattutto dopo la rocambolesca rimonta contro l'Egitto negli ottavi di finale, il commissario tecnico ha difeso con forza la propria squadra, invitando tutti a concentrarsi sul campo e non sulle discussioni nate sui social network.
Le polemiche erano esplose dopo la sfida con l'Egitto, vinta 3-2 grazie a una clamorosa rimonta nei minuti finali e con la selezione africana che aveva contestato alcune decisioni arbitrali parlando apertamente di gara pilotata, alimentando il dibattito anche sui social. Scaloni, tuttavia, ha respinto ogni insinuazione, definendole accuse prive di fondamento e ribadendo la totale fiducia nell'operato degli arbitri e della FIFA.
Brazil v Argentina - FIFA World Cup 2026 Qualifier
Le parole di Scaloni a difesa dell'Argentina
Alla vigilia del quarto di finale contro la Svizzera, Scaloni è tornato a parlare anche delle polemiche che hanno accompagnato il cammino dell'Argentina in questo Mondiale, con il commissario tecnico dell'Albiceleste che ha risposto con fermezza alle accuse di presunti favoritismi arbitrali, difendendo il percorso della sua squadra e ribadendo come i risultati siano frutto esclusivamente del lavoro svolto sul campo.
Ha iniziato la conferenza stampa parlando di come anche nei precedenti Mondiali si dicesse già che l'Argentina venisse aiutata da terzi per vincere le partite: "Già nel 1986 dicevano che ricevevamo un trattamento di favore. Quindi non è una novità. Da che ho memoria, l'Argentina è sempre stata una squadra temibile nel torneo e, in un certo senso, questo serve a far capire ai giocatori che ci sono persone che non vogliono che l'Argentina vinca, ma è normale, proprio come ci sono persone che non vogliono che vincano altre squadre. Forse ci sono molte più persone che non vogliono che vinciamo noi, e ne teniamo conto. I giocatori lo capiscono. Lo usiamo come una sorta di ribellione per spronarli a giocare ancora meglio".
Infine ha parlato del calendario di questo Mondiale: "Alla fine dei Mondiali, le partite dovrebbero essere più distanziate. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Credo che debba essere così. Eppure, è proprio in quel momento che si riposa di meno. E i viaggi sono comunque lunghi. Per fortuna non abbiamo viaggiato molto. Ma non perché non ci abbiano aiutato, sapete. Se fossimo arrivati secondi, avremmo dovuto viaggiare ovunque. Alla fine, abbiamo preso l'autostrada perché abbiamo giocato bene".
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