Siccità in Francia. La crisi climatica colpisce la parte più povera... anche del calcio!
Non dovrebbe essere necessario spiegare e raccontare cosa questa estate sta facendo vivere agli abitanti di più parti del mondo. La crisi ambientale ed ecologica, nella sua manifestazione più estrema, ovvero il riscaldamento globale, sta mettendo a dura prova qualsiasi campo di attività umana (e non). Tra cui anche lo sport e il calcio, che seguono la politica di diseguaglianza del cambiamento climatico: a soffrirne di più sono sempre le fasce più povere della popolazione. Mentre da un lato si costruiscono stadi di ultima generazione, iper-tecnologici e dotati di qualsivoglia lusso per gli utenti e i tifosi più abbienti, dall'altro c'è un calcio che soffre pesantemente la questione climatica. Come in Francia, dove la siccità sta colpendo i club dilettantistici - ed è RMC a raccogliere la testimonianza delle difficoltà di una squadra di Meurthe-et-Moselle, che ci offre uno spunto sul rapporto tra clima e sport.
Francia, la siccità mette a rischio il calcio dilettantistico: il caso del Custines Malleloy
La ripresa della stagione calcistica nel Vecchio Continente si dovrebbe concentrare nelle prossime settimane, ma il caldo afoso sta colpendo ogni zona europea e probabilmente si chiederanno maggiori attenzioni a federazioni e ai giocatori. Una soluzione in itinere, laddove non si fermerà questa grande macchina del business sportivo, è sicuramente la pausa per l'idratazione (coooling o hydration break) a metà di ogni tempo. Ma a risentire di queste condizioni climatiche ci sono pure i terreni di gioco, che devono essere dotati di un sistema di irrigazione pronto ad evitare di danneggiare il manto erboso.Tuttavia, questo è possibile laddove la siccità non sta costringendo le comunità a dover far fronte ad una carenza di acqua, come in Francia. Infatti, alcuni campi di calcio sono costretti ad un'irrigazione molto limitata da parte delle amministrazioni locali. A testimoniare questo disagio è il presidente dell'ES Custines Malleloy, Didier Pillons che è intervenuto ai microfoni di RMC proprio questa domenica. "È paglia, non c'è più erba. Il campo durissimo, è secco. È una catastrofe", lamenta il numero uno del club dilettantistico del distretto di Meurthe-et-Moselle.
Problemi anche nella Loira Atlantica: il sintetico può essere una soluzione ma non per tutti
A fare da eco ai disagi del Custines Malelleloy, c'è anche il presidente distrettuale della Loira Atlantica, Philippe Lesage. Per quest'ultimo, i problemi che stanno affliggendo il distretto di Meurthe-et-Moselle sono estesi un po' in tutte le zone critiche (tra cui anche la più colpita, ovvero il sud della Francia). Un aspetto positivo, però, rispetto al distretto di nordovest, è la presenza di 143 campi sintetici che sono stati costruiti nella Loira Atlantica per via di un progetto avviato circa 15 anni fa.
Ma sono strutture che però non soddisfano il bisogno dell'ormai imminente Coppa di Francia, in quanto solo il 20% delle partite si potranno giocare su terreni sintetici. Il Comitato distrettuale, infatti, avrebbe proposto l'inversione di campo: se il club ospite dispone del campo sintetico potrà giocare in casa. Come spiega lo stesso Lesage a RMC: "Le piogge sono più facili da gestire rispetto alla siccità oggi. L'erba non ricrescerà in quattro giorni, in otto giorni, non è possibile... qui la problematica è molto più grande di quella che abbiamo conosciuto a gennaio o febbraio. Avremo un inizio di stagione difficilissimo, è la verità".
E il sintetico non è nemmeno una misura così popolare e accessibile ai molti. Lo spiega sempre il presidente del Custines Malleloy, Pillons che fa un prospetto di circa un milione di euro per la costruzione di questi impianti: "Possiamo anche avere due municipi dalla nostra parte, ma con una cifra del genere è impossibile". Soprattutto se il club si poggia su due piccoli comuni rispettivamente di 3.114 e di circa 1000 abitanti. Inoltre, la manutenzione del campo sintetico è legata ad un ciclo di circa 15 anni, dopodiché - sempre secondo Pillons - bisogna rifare i lavori.
Gli incendi di Bordeaux
Le parole di Pillons e di Lesage sono solo una testimonianza di come club calcistici stanno affrontando la siccità in Francia. Recentemente, negli ultimi giorni di luglio, dei vasti incendi hanno interessato la regione della Nuova Aquitania (proprio sotto la regione dei Paesi della Loira) e che hanno costretto un club nobile - e decaduto per via di questioni finanziarie - come il Bordeaux.
Les Marines et Blancs hanno dovuto fronteggiare quei giorni di vasti incendi, che hanno soprattutto coinvolto la cittadina di Le Haillan, dove c'è il centro di allenamento del club. L'emergenza non solo ha portato all'evacuazione della struttura ma anche al comune, così come ad altre località limitrofe che hanno affrontato le fiamme.
Una questione che si lega all'emergenza climatica generale, al caldo che porta a condizioni e a fenomeni estremi che interessano anche il calcio. La siccità in Francia - così come in alcune zone del Mediterraneo e, più in là, regioni del mondo sprovviste di risorse idriche sufficienti - è una delle tante questioni che non solo lo sport dovrà tenere conto per il futuro, soprattutto con i dati preoccupanti legati al riscaldamento globale e a tutto quello che ne deriva.
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